Carabinieri in azione
Carabinieri in azione

Un'area di circa 43mila metri quadrati, destinata alla realizzazione di un importante complesso turistico-residenziale nei pressi del porticciolo di Le Castella, nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, è stata sottoposta a sequestro preventivo nell'ambito di un'indagine condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone. Al centro dell'inchiesta il progetto denominato “Gregory Village”, per il quale sarebbero state utilizzate garanzie finanziarie contraffatte allo scopo di ottenere le necessarie autorizzazioni urbanistiche. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica guidata da Domenico Guarascio. Coinvolto un imprenditore di 62 anni, legale rappresentante della società che gestisce la struttura, attualmente indagato per truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e uso di atto falso.

La polizza da oltre 1,2 milioni di euro al centro dell'inchiesta

Secondo la ricostruzione investigativa, l'imprenditore avrebbe predisposto un sistema fraudolento per eludere gli obblighi finanziari previsti dal Comune di Isola di Capo Rizzuto. Per procedere con l'intervento edilizio era infatti necessario presentare una polizza fideiussoria di poco superiore a 1.250.000 euro, destinata a garantire il pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e del costo di costruzione. Una condizione indispensabile per la sottoscrizione della Convenzione Urbanistica e il successivo rilascio dei permessi a costruire. Un primo tentativo, risalente al 2020, sarebbe stato bloccato dopo la presentazione di una garanzia di diritto svizzero che non aveva superato i controlli effettuati dal Comune, dall'IVASS e dalla Banca d'Italia. Nel 2022 sarebbe invece stata depositata una nuova polizza, apparentemente rilasciata da una compagnia assicurativa bulgara, che avrebbe consentito di superare le verifiche amministrative e proseguire con l'iter autorizzativo.

Il documento contraffatto e i permessi rilasciati dal Comune

Gli approfondimenti del Nucleo Investigativo, sviluppati anche attraverso rogatorie internazionali e la collaborazione delle autorità bulgare e dell'IVASS, avrebbero accertato la completa falsificazione della polizza presentata nel 2022. Il documento, ritenuto autentico durante la procedura amministrativa, avrebbe permesso la sottoscrizione della Convenzione Urbanistica nel maggio dello stesso anno e il rilascio dei titoli edilizi tra agosto e settembre. L'ipotesi degli investigatori è che l'amministrazione comunale sia stata indotta a riconoscere come regolarmente assolti obblighi finanziari che, in realtà, non risultavano adeguatamente garantiti. Una circostanza che avrebbe consentito alla società di avviare un intervento immobiliare di notevoli dimensioni senza fornire le coperture economiche richieste dalla normativa urbanistica.

Accertamenti anche sull'operato dei dirigenti comunali

L'inchiesta si estende ora alle procedure seguite dagli uffici tecnici del Comune di Isola di Capo Rizzuto. Gli investigatori stanno verificando l'eventuale sussistenza di responsabilità riconducibili ai dirigenti che si sono succeduti nel tempo, con particolare attenzione alla mancata verifica dell'autenticità della fideiussione bulgara. Sotto esame anche le attestazioni contenute nei permessi a costruire, nelle quali sarebbe stato dichiarato l'avvenuto assolvimento degli obblighi di garanzia, e l'eventuale omissione di provvedimenti amministrativi di autotutela dopo l'emersione delle anomalie. Si tratta di aspetti ancora oggetto di approfondimento investigativo, finalizzati a ricostruire l'intera catena delle decisioni amministrative che hanno consentito al progetto di ottenere le autorizzazioni necessarie.

Le operazioni immobiliari del 2008 e i possibili collegamenti patrimoniali

Gli accertamenti hanno riportato l'attenzione anche su precedenti operazioni societarie riguardanti i terreni interessati dall'intervento. Dall'analisi storica dei cespiti immobiliari sarebbe emerso che, già nel 2008, il titolare dell'azienda proprietaria delle aree avrebbe organizzato una compravendita fittizia tra società, con l'obiettivo di schermare il patrimonio e sottrarlo a possibili misure di prevenzione antimafia. Una vicenda sulla quale era successivamente intervenuta la Corte d'Appello di Catanzaro nel 2020. Gli investigatori stanno quindi ricostruendo anche la storia patrimoniale delle proprietà, per chiarire il contesto nel quale si è sviluppato il progetto turistico-residenziale e verificare eventuali collegamenti tra le precedenti operazioni e le successive procedure autorizzative.

Lavori già avviati, sequestrati anche i documenti finanziari

Al momento dell'intervento dei Carabinieri, il progetto aveva già raggiunto una fase operativa. I rilievi fotografici e le verifiche effettuate attraverso immagini satellitari hanno documentato l'avvio delle attività di cantiere, con interventi di tracciatura e asfaltatura della viabilità interna, posa di elementi in cemento e pozzetti, oltre all'esecuzione di scavi destinati alle fondazioni. Il sequestro preventivo dell'intera area impedisce la prosecuzione delle attività edilizie mentre proseguono gli accertamenti. I militari hanno inoltre sequestrato la documentazione finanziaria ritenuta falsa sotto il profilo materiale e ideologico, notificando all'imprenditore l'avviso di garanzia. Le contestazioni formulate rappresentano, allo stato, ipotesi investigative che dovranno essere sottoposte alle successive verifiche giudiziarie, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.