Caro carburante, agricoltori e autotrasportatori bloccano lo svincolo di Firmo-Sibari
Trattori e mezzi pesanti alla mobilitazione contro l’aumento dei costi che grava su aziende agricole e trasporto. La protesta rientra nell’iniziativa regionale “L’Italia scende in piazza”, con presidi in diversi punti della Calabria
Agricoltori e autotrasportatori in mobilitazione allo svincolo autostradale di Firmo-Sibari, uno degli snodi strategici per i collegamenti della Calabria settentrionale. Il presidio, con la presenza di trattori e mezzi, è stato organizzato nell’ambito della protesta contro il caro carburante e l’aumento generalizzato dei costi che sta mettendo sotto pressione imprese agricole e attività legate al trasporto.
La mobilitazione era stata annunciata a partire dalle prime ore della mattinata di lunedì 28 settembre, con il concentramento dei mezzi provenienti dalla Sibaritide, dal Pollino, dalla Media Valle del Crati e dagli altri territori del nord-est calabrese.
Gasolio e costi di produzione al centro della protesta
Il carburante rappresenta uno dei principali motivi della contestazione. Secondo gli organizzatori, nella Sibaritide il prezzo del gasolio agricolo ha superato quota 1,70 euro al litro, incidendo direttamente sulle lavorazioni nei campi, sull’irrigazione, sulla movimentazione delle produzioni e sul trasporto delle merci.
A pesare sui bilanci delle aziende, però, non sarebbe soltanto il pieno dei mezzi. Agricoltori e allevatori denunciano anche l’aumento delle materie prime e degli altri costi di produzione, mentre i prezzi riconosciuti ai produttori vengono giudicati insufficienti a garantire margini adeguati.
Dalla vendita sottocosto alle importazioni
La piattaforma della protesta comprende anche la contestazione della vendita sottocosto dei prodotti agricoli, la richiesta di maggiore tutela rispetto alle importazioni provenienti da Paesi con standard produttivi differenti e il problema dei danni provocati dalla fauna selvatica.
Secondo i movimenti promotori, la crisi non riguarda esclusivamente chi lavora nei campi. Il rincaro del carburante produce infatti un effetto a catena sul trasporto e sui prezzi finali dei beni, coinvolgendo anche autotrasportatori, imprese e famiglie. Le organizzazioni che partecipano alla mobilitazione dichiarano complessivamente oltre tremila aderenti in Calabria.
Una protesta che coinvolge tutta la Calabria
Quello di Firmo-Sibari è uno dei diversi presidi organizzati nella regione. Manifestazioni sono state programmate anche agli svincoli di Rosarno e Pizzo Calabro, a Cariati e a Passovecchio, nel Crotonese, dove questa mattina la protesta ha provocato il blocco della circolazione lungo la Statale 106.
La mobilitazione dovrebbe proseguire nei prossimi giorni e culminare nella manifestazione nazionale annunciata per il 10 ottobre a Cosenza. Dal 30 settembre è previsto inoltre un presidio permanente a Davoli Marina, lungo la Statale 106.
La protesta di Firmo-Sibari diventa così uno dei punti simbolici della vertenza: agricoltori e autotrasportatori chiedono interventi immediati sul costo del carburante e misure capaci di ridurre una pressione economica che, sostengono, sta rendendo sempre più difficile continuare a lavorare.