Filandari, Artusa attacca l’amministrazione: «Scuole svuotate e servizi sempre più deboli»
Il movimento civico “Insieme per Filandari” denuncia criticità su istruzione, trasporti, impianti sportivi e conti comunali e chiede un cambio di passo per fermare il declino dei servizi

Il rappresentante del movimento civico “Insieme per Filandari” apre un duro fronte politico sulla situazione delle scuole, sui servizi per bambini e famiglie e sui conti dell’ente. Nel mirino anche impianti sportivi e politiche giovanili
Scuole al centro dello scontro: «I bambini ci sono, ma le famiglie scelgono altri Comuni»
È un atto d’accusa pesante quello lanciato da Francesco Artusa, esponente del movimento civico “Insieme per Filandari”, nei confronti dell’amministrazione comunale. Il punto di partenza è la scuola, che secondo Artusa rappresenta uno dei segnali più evidenti delle difficoltà attraversate dal piccolo centro del Vibonese.
Per l’esponente civico, nell’anno scolastico appena iniziato a Filandari non sarebbero più presenti le classi della scuola primaria e della secondaria di primo grado, mentre resterebbe soltanto la scuola dell’infanzia con un numero molto ridotto di bambini. Una situazione che Artusa non attribuisce esclusivamente al calo demografico.
«I bambini a Filandari e nelle frazioni ci sono – sostiene – ma molte famiglie preferiscono iscriverli fuori Comune perché ritengono migliore l’offerta formativa e la qualità delle strutture dei centri vicini, a partire da Jonadi».
La critica riguarda gli investimenti effettuati negli anni sugli edifici scolastici e sulla capacità di renderli, secondo Artusa, più sicuri, confortevoli e dotati di spazi adeguati alle esigenze degli studenti.
Il tema diventa anche sociale. Per il rappresentante di “Insieme per Filandari”, lo spostamento degli alunni verso altri Comuni rischia infatti di penalizzare soprattutto le famiglie che dispongono di minori possibilità economiche o che incontrano difficoltà negli spostamenti quotidiani.
«Possibile che non si riesca a organizzare un servizio scuolabus capace di aiutare queste famiglie?», domanda Artusa, chiedendo all’amministrazione una risposta sul futuro dei servizi scolastici.
Dai conti comunali agli edifici: Artusa parla di una gestione «fallimentare»
Il secondo fronte riguarda la situazione economico-finanziaria dell’ente. Artusa parla apertamente di una gestione «fallimentare» e sostiene che il Comune avrebbe accumulato una situazione debitoria particolarmente pesante negli ultimi anni.
Sul piano documentale, dagli atti pubblicati dal Comune emerge che il Consiglio comunale, il 18 maggio 2026, ha approvato il rendiconto della gestione 2025 e, con una distinta deliberazione, il ripiano del disavanzo di amministrazione derivante dallo stesso esercizio finanziario. Il bilancio di previsione 2026-2028 era stato invece approvato nel dicembre 2025.
Artusa sostiene che la situazione finanziaria abbia avuto conseguenze anche sul patrimonio pubblico e punta il dito contro l’ipotesi di alienazione di immobili, compresi edifici utilizzati in passato per finalità scolastiche. Sul dato complessivo di circa 1,4 milioni di euro di indebitamento indicato dall’esponente civico, tuttavia, gli atti pubblicamente reperibili consultati non consentono di ricondurre in modo immediato quella cifra a una singola voce contabile: il dato resta quindi una valutazione formulata da Artusa nell’ambito della sua denuncia politica.
Per “Insieme per Filandari”, il problema non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe una più generale perdita di servizi e opportunità in un territorio già esposto allo spopolamento. Il rischio, sostiene Artusa, è alimentare un circuito nel quale meno servizi significano meno famiglie disposte a restare e, di conseguenza, una progressiva riduzione delle possibilità offerte alla comunità.
Centri estivi, sport e servizi ai bambini: il nuovo terreno di polemica
La contestazione si allarga infine alle politiche rivolte ai più giovani. Artusa afferma che il Comune avrebbe restituito il contributo destinato ai centri estivi 2026, sostenendo che sarebbe stato possibile coinvolgere maggiormente le associazioni presenti sul territorio.
Su questo punto, però, dagli atti ufficiali emerge che il Comune aveva approvato il 2 luglio 2026 un avviso pubblico per progetti di gestione dei centri estivi e delle attività educative e ricreative per i minori, prorogandone successivamente la scadenza al 21 agosto. Negli atti consultati non emerge invece, al momento, un provvedimento che consenta di confermare la successiva restituzione del contributo denunciata da Artusa.
Altro terreno di confronto sono gli impianti sportivi. Il rappresentante civico descrive diverse strutture del territorio come insufficienti o problematiche e solleva dubbi anche sul campetto di Mesiano recentemente inaugurato. Sul versante amministrativo, nel giugno scorso la Giunta ha approvato anche il progetto di fattibilità per la realizzazione di un impianto sportivo polivalente nella frazione Mesiano, nell’ambito degli interventi programmati sul territorio.
Per Artusa, tuttavia, il quadro complessivo resta negativo e richiede un cambio di passo. «Questa amministrazione continua a dimostrare di non essere in grado di dare risposte adeguate al territorio», sostiene, richiamando anche il largo consenso elettorale ottenuto dalla maggioranza negli anni passati.
La battaglia politica aperta dal movimento “Insieme per Filandari” mette dunque al centro una questione che va oltre lo scontro tra maggioranza e opposizione: quali servizi può ancora garantire un piccolo Comune alle famiglie, ai bambini e ai giovani e quali strumenti utilizzare per contrastare lo spopolamento. Su scuola, trasporti, impianti e conti pubblici, Artusa chiede ora risposte all’amministrazione e un confronto pubblico sui numeri e sulle scelte compiute negli ultimi anni.
