Crotone sarebbe diventata uno dei principali punti di riferimento per le organizzazioni criminali specializzate nelle truffe online. È quanto emerso durante la conferenza stampa sull’operazione “Scam City”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone e condotta dai Carabinieri, che ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari in carcere e alla notifica di cinque obblighi di dimora. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe messo in piedi un articolato sistema di frodi telematiche capace di colpire vittime in tutta Italia attraverso false vendite, siti clonati e raggiri digitali.

Le parole del comandante provinciale dei Carabinieri

Nel corso dell’incontro con la stampa, il comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone, Raffaele Giovinazzo, ha definito l’operazione uno dei risultati più rilevanti raggiunti a livello nazionale nel contrasto al crimine informatico. Le indagini hanno consentito di documentare almeno 125 episodi di truffa ai danni di cittadini, anziani, associazioni non profit e persone fragili, comprese alcune che beneficiavano della legge 104. Gli investigatori hanno ricostruito un sistema capace di sfruttare la rete per ingannare le vittime e sottrarre denaro attraverso piattaforme apparentemente affidabili.

Siti clonati e danni anche alle aziende reali

Tra gli aspetti emersi dall’indagine anche la clonazione di siti internet riconducibili ad aziende realmente esistenti. Secondo quanto spiegato dal tenente Riccardo Nota Cerasi, gli indagati avrebbero replicato in maniera quasi identica portali commerciali autentici, provocando danni economici non solo alle vittime delle truffe ma anche alle stesse aziende coinvolte, che vedevano compromessa la propria immagine e credibilità sul mercato. Le indagini proseguono ora per accertare eventuali ulteriori episodi e possibili ramificazioni del sistema criminale.