Sanità Calabria, approvato il riparto del Fondo sanitario regionale
Occhiuto annuncia la delibera dopo il ritorno dei pieni poteri sulla sanità e attacca l’opposizione sui risultati economici della regione
La Giunta regionale della Calabria ha approvato la delibera per il riparto del Fondo sanitario regionale. Ad annunciarlo è stato il presidente Roberto Occhiuto, al termine della riunione dell’esecutivo, sottolineando il valore politico e amministrativo del provvedimento. Per la prima volta dopo 17 anni, ha spiegato, la delibera è stata approvata dalla Giunta regionale con il presidente nel ruolo di assessore alla Sanità e non più come commissario.
Il presidente ha collegato il provvedimento al ritorno dei pieni poteri della Regione sulla sanità, dopo le tensioni legate a un passaggio burocratico tra Palazzo Chigi e Corte dei conti che, secondo quanto riferito, avrebbe potuto riaprire il tema del commissariamento.
L’attacco politico dopo i dati sulla Calabria
Nel suo intervento sui social, Occhiuto ha usato toni duri nei confronti dell’opposizione, accusandola di non riconoscere i segnali positivi arrivati negli ultimi giorni. Il presidente ha richiamato i dati di Banca d’Italia sulla crescita della Calabria, sull’aumento dei passeggeri negli aeroporti e sull’incremento degli occupati a tempo indeterminato, pur ammettendo la permanenza di problemi rilevanti, soprattutto sul fronte del lavoro.
Secondo Occhiuto, davanti a questi risultati l’opposizione sarebbe rimasta in silenzio, mentre avrebbe enfatizzato il rischio di un nuovo commissariamento della sanità.
Il nodo del commissariamento superato in 24 ore
Il presidente ha spiegato di essersi attivato con Palazzo Chigi per superare l’intoppo burocratico, risolto, a suo dire, nell’arco di 24 ore. Da qui la rivendicazione politica della delibera approvata dalla Giunta, considerata un passaggio simbolico nel percorso di recupero dell’autonomia regionale in materia sanitaria.
Occhiuto ha quindi rivendicato una Calabria diversa rispetto al passato, capace di crescere e di difendere le proprie prerogative istituzionali, pur dentro un quadro ancora segnato da criticità strutturali.