Caporalato, vertice in Prefettura a Reggio Calabria dopo la strage di Amendolara
La ministra del Lavoro Marina Calderone riunisce istituzioni, forze dell'ordine e rappresentanti regionali per affrontare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo dopo l'uccisione dei quattro braccianti agricoli nel Cosentino
È in corso nella Prefettura di Reggio Calabria il vertice dedicato al contrasto del caporalato e dello sfruttamento del lavoro, convocato dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, a pochi giorni dalla strage di Amendolara che ha provocato la morte di quattro braccianti agricoli.
L'incontro si svolge in un momento di forte attenzione nazionale sul fenomeno del lavoro irregolare nelle campagne e sulle condizioni dei lavoratori migranti, dopo i drammatici fatti avvenuti nell'Alto Ionio cosentino.
Presenti istituzioni, forze dell’ordine e Regione Calabria
Attorno al tavolo siedono rappresentanti delle principali istituzioni coinvolte nelle attività di prevenzione, controllo e contrasto allo sfruttamento lavorativo.
Tra i partecipanti figurano la sottosegretaria all'Interno, Wanda Ferro, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, l'assessore regionale all'Agricoltura Gianluca Gallo e l'assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese.
Presenti inoltre i vertici delle forze dell'ordine, i rappresentanti regionali delle strutture ispettive e il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro.
Calderone: “Fondamentale il confronto tra tutti i soggetti coinvolti”
Aprendo i lavori, la ministra Marina Calderone ha sottolineato l'importanza di un confronto diretto tra tutti gli organismi che, a vario titolo, operano sul territorio in materia di lavoro, legalità e controlli.
“Per me è importante avere seduti attorno a questo tavolo tutti gli interlocutori e i rappresentanti degli organismi che, sul territorio, a livello istituzionale hanno competenze sul tema del lavoro”, ha dichiarato la ministra.
L'obiettivo del vertice è quello di rafforzare il coordinamento tra le diverse istituzioni e individuare strumenti più efficaci per prevenire e contrastare fenomeni di sfruttamento e intermediazione illecita della manodopera.
Il contrasto al caporalato al centro dell’agenda
La riunione rappresenta uno dei primi momenti di confronto istituzionale dopo l'eccidio di Amendolara, una vicenda che ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema del caporalato e delle condizioni di lavoro in alcune aree del comparto agricolo.
Il tavolo convocato in Prefettura punta a fare il punto sulle attività di controllo già in essere e sulle possibili iniziative da adottare per rafforzare la tutela dei lavoratori, garantire maggiore legalità nelle filiere produttive e prevenire il ripetersi di episodi che hanno profondamente colpito l'opinione pubblica.
L'incontro si inserisce in una più ampia strategia di collaborazione tra Governo, Regione, forze dell'ordine e organismi ispettivi per affrontare una problematica che continua a rappresentare una delle principali sfide sul fronte della legalità e della tutela del lavoro.
Calderone: “Al via le ispezioni”
"Partirà dalla metà di giugno e si protrarrà per tutta l'estate una campagna di ispezioni aggiuntive, su tutto il territorio nazionale, sul comparto agricolo. Il nostro obiettivo è consentire agli imprenditori onesti di poter ribadire la loro scelta di qualità e contrastare, con ancora più incisività, lo sfruttamento". Lo ha dichiarato la ministra del Lavoro, Marina Calderone, al termine del vertice sul caporalato che si è svolto in Prefettura a Reggio Calabria.
"Abbiamo aumentato la nostra capacità ispettiva aumentando il numero degli ispettori del lavoro, il numero dei carabinieri del Comando tutela del lavoro, che lavorano in strettissima sinergia sia con l'ispettorato sia con le sedi territoriali", ha dichiarato la ministra del Lavoro.
"Oggi qui a Reggio Calabria si è celebrata la festa dei carabinieri e si è potuto vedere quanto sia importante la sinergia tra i corpi speciali, le specialità e i comandi territoriali. Per noi vuol dire avere il controllo del territorio e sapere cosa avviene. Siamo sempre più qualificati nell'attività ispettiva, perché abbiamo maggiori capacità di analisi dei dati, di messa a disposizione dei dati in sinergia tra le forze ispettive. Questo ci consente anche di poter mirare meglio gli interventi ispettivi che stiamo facendo", ha spiegato Calderone.