Due persone sarebbero state fermate dalla polizia e portate in Questura a Cosenza per l'atroce morte di quattro cittadini pachistani trovati carbonizzati in un'auto ad Amendolara. 

Sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza la chiave su cui si aono concentrate le indagini sulla tragedia avvenuta in un distributore di carburante lungo il vecchio tracciato della Statale 106.

Gli investigatori hanno esaminato i filmati registrati dalle telecamere presenti nell’impianto e nelle aree circostanti nella speranza di ricostruire gli ultimi movimenti dell’auto e individuare eventuali persone entrate in contatto con le vittime prima del rogo. L’analisi delle immagini potrebbe fornire elementi determinanti per chiarire una vicenda che resta avvolta nel mistero. Intorno al veicolo si vedono due-tre persone.

Prende consistenza la pista dell’omicidio

Con il passare delle ore si è rafforzata tra gli inquirenti la possibilità che le quattro persone, probabilmente migranti di nazionalità pakistana, possano essere state uccise prima che il veicolo venisse dato alle fiamme. Al momento non esistono conferme ufficiali, ma la pista dell’omicidio è considerata una delle ipotesi investigative più rilevanti.

Lo stato dei corpi, gravemente compromesso dall’incendio, non consente ancora di accertare l’eventuale presenza di ferite o altri segni di violenza. Tuttavia, diversi elementi raccolti sul luogo del ritrovamento sembrerebbero allontanare l’ipotesi di un incidente o di un evento accidentale.

Gli accertamenti proseguono nel massimo riserbo

Sul caso lavorano gli agenti della Polizia Stradale, gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza con il questore giunto sul posto e i Carabinieri, impegnati nella ricostruzione dell’accaduto. Le attività investigative proseguono nel massimo riserbo mentre si attendono i risultati dei rilievi tecnico-scientifici e degli esami sui corpi delle vittime.

Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per comprendere cosa sia realmente accaduto e se dietro la morte delle quattro persone si nasconda un omicidio. Intanto la comunità dell’alto Ionio cosentino resta sconvolta da una vicenda che, per modalità e gravità, rappresenta uno dei casi più inquietanti registrati negli ultimi anni sul territorio.