Lanzino-Patitucci, la storia del clan che ha segnato le dinamiche criminali di Cosenza
Dalle vecchie alleanze della ’ndrangheta cosentina alle grandi inchieste della Dda: il ruolo del gruppo negli equilibri del territorio
La cosca Lanzino-Patitucci rappresenta uno dei gruppi criminali storicamente più conosciuti nell’area urbana di Cosenza. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro hanno negli anni ricostruito la presenza di un’organizzazione ritenuta operativa nel capoluogo e nei comuni dell’hinterland, con interessi principalmente legati al traffico di droga, alle estorsioni e al controllo di attività economiche.
Le origini del gruppo vengono generalmente ricondotte alla storica cosca Lanzino-Ruà, evolutasi nel tempo attraverso nuovi equilibri interni e nuove figure di riferimento. Secondo le ricostruzioni investigative, dopo la fase legata ai vecchi vertici, Francesco Patitucci avrebbe assunto un ruolo centrale nelle dinamiche del sodalizio, indicato dagli inquirenti come una delle figure di riferimento del gruppo.
Droga ed estorsioni al centro delle principali inchieste
Nel corso degli anni diverse operazioni antimafia hanno acceso i riflettori sulle attività attribuite dagli investigatori al gruppo. Tra queste, l’inchiesta “Recovery”, coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha avuto come fulcro le accuse relative a un presunto sistema di narcotraffico nell’area cosentina, con contestazioni che hanno riguardato anche altri gruppi criminali operanti sul territorio.
Le attività investigative hanno ipotizzato un’organizzazione capace di gestire il commercio di diverse sostanze stupefacenti e di mantenere collegamenti con altri ambienti criminali. In precedenti procedimenti sono state inoltre contestate condotte estorsive ai danni di imprenditori e commercianti, con l’aggravante del metodo mafioso secondo le accuse formulate dalla magistratura.
Le nuove indagini e il ruolo nelle dinamiche criminali cosentine
Negli ultimi anni il nome Lanzino-Patitucci è tornato al centro di importanti procedimenti giudiziari, tra cui l’operazione “Reset”, che ha riguardato presunti assetti della criminalità organizzata cosentina e i rapporti tra diversi gruppi presenti nell’area urbana.
Le inchieste hanno descritto un contesto criminale caratterizzato da alleanze, contrapposizioni e trasformazioni interne, con una capacità di adattamento alle nuove condizioni sociali ed economiche del territorio. Come per ogni procedimento penale, le accuse formulate dagli inquirenti devono essere confermate nei diversi gradi di giudizio prima di poter parlare di responsabilità definitive.
La storia della cosca Lanzino-Patitucci si inserisce quindi nel più ampio quadro della presenza della ’ndrangheta nel Cosentino, un territorio dove negli anni le forze investigative hanno concentrato numerose attività di contrasto ai fenomeni mafiosi e alle loro infiltrazioni nel tessuto economico e sociale.