Pnrr, la Uil denuncia i ritardi della Calabria nella spesa dei fondi
Solo il 15,6% dei progetti risulta concluso. Il sindacato chiede più tecnici negli enti locali e lancia l’allarme sul futuro delle risorse Zes
La Uil Calabria torna a denunciare le difficoltà della regione nella realizzazione degli interventi finanziati dal Pnrr. Secondo la segretaria generale Mariaelena Senese e il segretario regionale della Uil-Fp Walter Bloise, i dati contenuti nel monitoraggio parlamentare e nella relazione semestrale della Corte dei conti confermerebbero le criticità segnalate da tempo dal sindacato. A luglio 2026, sostengono, in Calabria sarebbe stato completato soltanto il 15,6% dei progetti, a fronte di una media nazionale del 23,7%. Resterebbero quindi ancora in corso interventi per oltre 5,2 miliardi di euro, mentre si avvicinano le scadenze previste per la fine dell’anno.
Crescita economica sostenuta dalle risorse straordinarie
I rappresentanti sindacali evidenziano anche un apparente contrasto tra la limitata capacità di spesa e la crescita del Pil regionale registrata negli ultimi anni. Secondo la Uil, l’incremento sarebbe legato soprattutto all’immissione di risorse straordinarie del Pnrr, che avrebbero prodotto effetti significativi su un sistema economico e produttivo ancora fragile. Senese e Bloise sottolineano però come tali risultati non possano essere considerati strutturali e si interrogano sull’impatto che si sarebbe potuto ottenere raggiungendo almeno i livelli medi nazionali di avanzamento della spesa. A questo si aggiunge la preoccupazione per un possibile ridimensionamento delle risorse destinate alla Zes, con il rischio di una riduzione fino a 500 milioni di euro.
Carenze negli enti locali e timori per il dopo Piano
La Uil richiama infine l’attenzione sulla carenza di personale tecnico negli uffici pubblici, soprattutto nei Comuni, ai quali è stata affidata una parte rilevante degli interventi. La mancanza di figure specializzate nella progettazione, nella gestione e nella rendicontazione avrebbe rallentato l’attuazione dei programmi. Il sindacato lamenta inoltre il mancato coinvolgimento delle organizzazioni dei lavoratori nelle cabine di regia prefettizie. Il timore riguarda anche il periodo successivo alla conclusione del Pnrr: secondo le previsioni Svimez richiamate dalla Uil, dal 2027 la crescita del Mezzogiorno potrebbe rallentare sensibilmente, con conseguenze ancora più pesanti per una regione che continua a mostrare forti difficoltà nella capacità di spesa.