La Tendopoli di San Ferdinando
La Tendopoli di San Ferdinando

È iniziato lo sgombero della tendopoli di San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro. L’intervento dà attuazione ai decreti adottati nei mesi scorsi nell’ambito del cosiddetto “Decreto Caivano” e porterà, nei prossimi giorni, al trasferimento di circa cento persone che vivono nella struttura allestita nella zona industriale del porto.

Una parte dei braccianti sarà ricollocata nelle palazzine di contrada Serricella, a Rosarno.

Emergency: «Positivo superare il modello emergenziale»

Sull’avvio delle operazioni è intervenuta Emergency, presente nella tendopoli dal 2011.

L’organizzazione considera positivo il superamento del modello dell’insediamento emergenziale, realizzato quasi quindici anni fa dal Ministero dell’Interno, ma esprime preoccupazione per l’assenza di un piano strutturale destinato ai lavoratori migranti.

«Resta ancora incertezza sulle modalità con cui si intende procedere nel prossimo futuro», si legge nella nota.

Il nodo della prossima stagione agricola

Secondo Emergency, non sono ancora state chiarite le misure che verranno adottate in vista della prossima stagione agricola, quando nella Piana di Gioia Tauro arriveranno centinaia di braccianti stagionali.

L’associazione chiede «percorsi certi, individualizzati e di lungo periodo», capaci di evitare la nascita di nuovi insediamenti informali e di garantire soluzioni abitative dignitose.

Dubbi su tempi, destinazioni e garanzie

Emergency evidenzia inoltre che molte delle persone ancora presenti nella tendopoli non saprebbero quando saranno trasferite, dove verranno ricollocate e quali garanzie avranno rispetto al lavoro, alla residenza e all’accesso ai servizi.

Per l’organizzazione, la chiusura definitiva dell’insediamento non dovrebbe essere completata finché tutte le persone coinvolte non saranno state adeguatamente informate, ascoltate e indirizzate verso una soluzione stabile e sostenibile.

La richiesta di un piano oltre l’emergenza

Lo sgombero segna l’avvio del superamento di una struttura diventata negli anni simbolo delle difficili condizioni abitative dei braccianti migranti nella Piana.

Per Emergency, però, la fine della tendopoli dovrà essere accompagnata da politiche capaci di assicurare accoglienza, integrazione e accesso ai servizi, evitando che la prossima stagione agricola riproponga le stesse condizioni di precarietà in nuovi insediamenti.