San Giovanni in Fiore, l’impossibile vita del Comandante da quando Barile è sindaco
Marano riferisce pressioni, disposizioni impartite verbalmente e contrasti sull’organizzazione del personale e sui controlli amministrativi. Le circostanze rappresentate dovranno essere verificate nelle sedi competenti
Un quadro di crescente conflittualità interna emerge negli uffici della Polizia locale di San Giovanni in Fiore. Al centro della vicenda ci sono i rapporti tra il comandante Rosario Marano e il sindaco Antonio Barile, insediatosi alla guida dell’amministrazione comunale nel giugno scorso.
Secondo una fondata ricostruzione da noi appurata, il responsabile del Corpo lamenta atteggiamenti ritenuti lesivi della propria funzione e una serie di interventi diretti del primo cittadino nella gestione operativa dell’ufficio. La situazione avrebbe prodotto un clima di forte pressione, coinvolgendo anche il personale comunale e alcuni servizi affidati alla Polizia locale.
Contrasti sulle competenze del comandante
Uno dei punti centrali riguarda il rispetto delle competenze attribuite al comandante della Polizia locale. Marano sostiene che gli sarebbero state rivolte, in più occasioni, richieste relative ad atti e provvedimenti che ritiene rientrino esclusivamente nelle proprie responsabilità.
Tra gli episodi richiamati figura la presunta richiesta di annullare un posto riservato a una persona con disabilità riconducibile ad una persona candidata nello schieramento avverso a Barile durante le ultime amministrative. Un parcheggio, fra l’altro, di una sua vicina di casa a quanto pare. Vengono inoltre riferite sollecitazioni a effettuare controlli o adottare provvedimenti nei confronti di determinate persone (sempre di parte politica avversa), senza che tali indicazioni fossero formalizzate per iscritto.
Il comandante avrebbe manifestato la propria contrarietà a procedere sulla base di disposizioni esclusivamente verbali, ritenendo necessario tutelare l’imparzialità dell’azione amministrativa e la corretta tracciabilità delle decisioni.
I controlli sulle attività economiche e i controlli sugli immobili del sindaco
La tensione avrebbe interessato anche alcuni controlli amministrativi. Ad esempio c’è una vicenda relativa a un’autorizzazione rilasciata per un’attività di navigazione sul lago Arvo, rispetto alla quale sarebbe stata avanzata la richiesta di intervenire nuovamente.
Viene inoltre menzionata una verifica su una seconda attività economica situata nella frazione Lorica. Anche in questo caso, il responsabile della Polizia locale avrebbe chiesto che ogni segnalazione fosse formalizzata, evitando che l’iniziativa apparisse riconducibile autonomamente al Corpo. Anche in questo caso, le persone coinvolte sono riconducibili allo schieramento che ha sfidato Barile alle ultime comunali.
Un ulteriore episodio riguarda un immobile attribuito alla disponibilità del sindaco, sul quale era stato avviato un accertamento amministrativo e tributario. Secondo un esposto, infatti, Barile non pagherebbe, per questa struttura, le tasse da 15 anni. L’attività di verifica avrebbe incontrato ostacoli e rallentamenti.
Il progetto degli “invisibili” e il rapporto con gli operai
Tra i motivi di contrasto viene citato anche il progetto “degli invisibili” che coinvolge circa 180 lavoratori, del quale Marano ricopre il ruolo di responsabile unico del procedimento.
Il comandante sostiene che la gestione del progetto sarebbe stata pubblicamente criticata, con ripercussioni sulla sua autorevolezza nei confronti degli operai. La questione avrebbe contribuito ad aggravare un rapporto già deteriorato, trasformando divergenze amministrative e organizzative in un confronto sempre più acceso.
La corretta gestione dei procedimenti, soprattutto quando coinvolgono un numero elevato di lavoratori, richiede chiarezza nelle responsabilità e una netta distinzione tra indirizzo politico e funzioni tecniche.
Lo scontro sulla gestione delle ferie
Un altro passaggio delicato riguarda l’organizzazione del personale della Polizia locale. Durante una riunione interna, sarebbero emerse versioni contrastanti sulla gestione delle ferie dei dipendenti.
Il comandante sostiene di avere ricevuto indicazioni che, successivamente, sarebbero state negate davanti al personale. La discussione avrebbe assunto toni accesi e sarebbe proseguita negli uffici comunali, coinvolgendo anche altri lavoratori e dipendenti della società incaricata della riscossione dei tributi.
Si tratta di una vicenda che evidenzia la necessità di impartire le direttive organizzative attraverso atti chiari e verificabili, così da evitare conflitti interpretativi e tutelare sia i responsabili degli uffici sia i dipendenti.
Le conseguenze sul funzionamento dell’ente e l’aggressione subita da Marano
Al di là delle singole contestazioni, il quadro descritto restituisce l’immagine di un rapporto istituzionale fortemente compromesso. Le tensioni tra vertice politico e responsabili amministrativi rischiano infatti di incidere sul funzionamento degli uffici, sulla serenità dei lavoratori e sull’efficacia dei servizi destinati ai cittadini.
Tutto ciò avrebbe procurato a Marano ripercussioni proprio stato di salute e sulla vita familiare, sostenendo di operare in una condizione di pressione continua. Anche questo elemento contribuisce a delineare una situazione che richiede un chiarimento rapido e trasparente. Va, inoltre, ricordato come Marano abbia già subito un’aggressione durante la festa patronale oltre a tanti altri episodi subiti negli ultimi tempi.