A Pizzo consegnati i primi patentini digitali del Corecom Calabria per educare i giovani all’uso consapevole della rete
Il progetto Corecom Academy Tour unisce educazione digitale, consapevolezza emotiva e rispetto della dignità personale. Consegnati 150 patentini agli studenti coinvolti nel percorso formativo
Dalla Calabria parte un modello educativo destinato a guardare oltre i confini regionali. A Pizzo, nel Palazzo della Cultura, sono stati consegnati i primi 150 patentini digitali agli studenti che hanno partecipato al Corecom Academy Tour, il progetto promosso dal Corecom Calabria per accompagnare le nuove generazioni verso un utilizzo più consapevole, responsabile e umano degli strumenti digitali.
L’iniziativa rappresenta il primo percorso che unisce il patentino digitale a una formazione strutturata sull’educazione affettivo-relazionale, sulla consapevolezza emotiva, sul rispetto della dignità personale e sulla prevenzione dei rischi della rete.
Secondo quanto evidenziato dagli organizzatori, non si è trattato soltanto di una semplice consegna di attestati, ma della conclusione di un percorso educativo costruito insieme a scuola, università, famiglie, Chiesa e istituzioni.
Un percorso educativo che mette al centro i ragazzi
Alla giornata hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e presidente dell’Osservatorio media e minori del Corecom Calabria monsignor Attilio Nostro, il presidente del Corecom Calabria Fulvio Scarpino e il vicepresidente Mario Mazza.
Il presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino, ha sottolineato il valore simbolico e culturale dell’iniziativa.
“Non abbiamo consegnato soltanto un patentino. Abbiamo accompagnato questi ragazzi in un cammino che li ha resi protagonisti, più consapevoli nell’uso dei social media, più attenti al rispetto di sé stessi e della dignità degli altri”, ha dichiarato.
Scarpino ha evidenziato come ogni messaggio, immagine o contenuto pubblicato online produca conseguenze reali, ricordando che “la rete non è un mondo separato dalla vita. È vita”.
Educare al digitale significa educare alla responsabilità
Nel suo intervento, il presidente del Corecom ha richiamato il valore educativo del progetto, spiegando che educare al digitale significa educare alla responsabilità, al limite, alla libertà e al rispetto.
“Dietro ogni profilo c’è una persona, dietro ogni schermo c’è una storia, dietro ogni offesa può esserci una ferita”, ha affermato Scarpino, sottolineando che la vera sfida non è soltanto insegnare ai ragazzi come utilizzare le piattaforme digitali, ma aiutarli a comprendere come vivere le relazioni anche quando passano attraverso uno schermo.
Secondo il presidente del Corecom, il digitale può infatti amplificare tanto il bene quanto il male, rendendo fondamentale un percorso educativo capace di sviluppare coscienza critica e sensibilità relazionale.
Cirillo e Monsignor Nostro “La Calabria può essere un modello”
Il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo ha definito il Corecom Academy Tour un modello di innovazione istituzionale e sociale.
“Questa iniziativa dimostra che la Calabria non deve essere raccontata soltanto attraverso le sue difficoltà. È anche una terra capace di anticipare i cambiamenti, costruire buone pratiche e offrire al Paese modelli replicabili”, ha dichiarato.
Per Cirillo non basta spiegare i rischi della rete o imporre regole: occorre formare coscienze e accompagnare i giovani verso una libertà responsabile e rispettosa della dignità propria e altrui.
Anche monsignor Attilio Nostro ha evidenziato il valore morale ed educativo del progetto, ricordando che “dietro ogni profilo, ogni messaggio, ogni immagine, ogni parola pubblicata in rete, c’è sempre una persona. E quella persona merita rispetto”.
Il vescovo ha quindi ribadito che la tecnologia deve restare al servizio della persona e non trasformarsi in uno spazio di aggressione, isolamento o perdita di responsabilità.