Truffe online su macchinari e mezzi, 31 indagati nell’inchiesta della Procura di Crotone
Almeno 140 episodi in tutta Italia. Sequestri per oltre 300 mila euro, al centro un sistema organizzato tra annunci falsi e riciclaggio
Sono 31 le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Crotone nell’ambito di un’inchiesta su una presunta associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio.
Le indagini, condotte dai carabinieri tra il 2022 e il 2024, hanno portato alla luce almeno 140 episodi ai danni di ignari acquirenti in tutta Italia, raggirati attraverso falsi annunci di vendita online.
Il meccanismo dei raggiri
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le vittime venivano attirate con inserzioni su piattaforme molto diffuse, come il marketplace di Facebook e portali specializzati.
Gli annunci riguardavano la vendita di macchinari agricoli, mezzi edili e altri beni, tra cui anche piscine. Una volta incassato il pagamento, però, i venditori sparivano senza lasciare traccia, interrompendo ogni contatto.
I ruoli all’interno dell’organizzazione
L’organizzazione, secondo l’accusa, era strutturata con compiti ben definiti.
C’era chi si occupava di pubblicare gli annunci per adescare le vittime, chi metteva a disposizione carte prepagate e conti correnti per incassare il denaro e chi provvedeva a trasferire rapidamente le somme per ostacolare la tracciabilità.
Fondamentale anche il ruolo delle cosiddette “teste di legno”, utilizzate per intestare conti e strumenti di pagamento sui quali far transitare i proventi delle truffe.
I casi concreti e le somme sottratte
Tra gli episodi ricostruiti emerge la vendita fittizia di un trattore, per il quale un acquirente ha versato migliaia di euro su una carta prepagata senza mai ricevere il mezzo.
In un altro caso, sempre legato a un annuncio online, la vittima ha effettuato bonifici per oltre 4.000 euro prima di rendersi conto della truffa.
Un ulteriore raggiro ha riguardato la vendita di un escavatore, per cui sono stati versati circa 5.000 euro su un conto corrente poi risultato collegato al sistema illecito.
Le misure disposte dal giudice
A conclusione della prima fase dell’indagine, il sostituto procuratore Matteo Staccini ha richiesto misure cautelari nei confronti di 11 indagati.
Il Gip del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, ha rigettato le misure personali ma ha disposto un sequestro preventivo di beni, tra cui denaro, conti correnti, veicoli e immobili, per un valore complessivo superiore ai 300 mila euro.
Un fenomeno diffuso e in evoluzione
L’inchiesta evidenzia la crescente diffusione delle truffe online e la capacità delle organizzazioni di sfruttare piattaforme digitali per colpire vittime su tutto il territorio nazionale.
Un fenomeno che richiama l’attenzione sulla necessità di maggiore prudenza negli acquisti online e sull’importanza dei controlli investigativi per contrastare reti criminali sempre più strutturate.