La cucina di Francesca Mannis tra identità e innovazione gastronomica
Tecnica liquid first e materie prime al centro di un percorso che valorizza il territorio con uno sguardo contemporaneo
La proposta gastronomica di Francesca Mannis si distingue nel panorama contemporaneo per una visione chiara e riconoscibile, capace di valorizzare il territorio senza cadere nella ripetizione della tradizione. Il suo approccio parte sempre dalla materia prima, rispettandone stagionalità e caratteristiche, ma reinterpretandola con sensibilità moderna. Non si tratta di stravolgere i piatti, ma di esaltarne nuove sfumature, superando l’idea del “si è sempre fatto così” e restituendo al gusto una dimensione evolutiva e dinamica.
Il metodo liquid first e l’equilibrio dei sapori
Elemento centrale della cucina della chef è la tecnica del “liquid first”, un approccio che pone la componente liquida alla base di ogni creazione. I liquidi diventano strumenti fondamentali per concentrare e guidare i sapori, costruendo piatti equilibrati e profondi. Ne sono esempio preparazioni come l’orzo risottato con tartufo nero di Calabria e gambero rosa o la linguina al pesto di peperoni con pecorino crotonese e calamaretti, dove ogni elemento dialoga in modo armonico tra intensità e delicatezza.
Un percorso gastronomico tra memoria e innovazione
Il menù si sviluppa come un viaggio esperienziale, pensato per accompagnare l’ospite in un percorso che alterna mare e terra, tradizione e innovazione. Anche i secondi e i piatti più semplici diventano espressione di tecnica e creatività, mentre il dessert finale richiama i sapori dell’infanzia reinterpretati in chiave contemporanea. La cucina di Francesca Mannis si configura così come un racconto coerente, capace di trasformare ogni piatto in un momento di scoperta e relazione, all’interno di un’esperienza gastronomica completa.
I piatti citati rappresentano solo una parte delle nuove creazioni firmate da Francesca Mannis, tutte da scoprire al Riva Restaurant & Lounge Bar, dove l’esperienza gastronomica si trasforma in un invito a lasciarsi sorprendere, senza fretta, da un racconto che merita di essere vissuto fino in fondo.