Crotone, Vincenzo Voce tra bonifica, lavoro e politica: «La città viene prima di ogni appartenenza»
Il sindaco di Crotone affronta i temi più delicati del suo secondo mandato: dalla bonifica dell'ex area industriale alla crisi occupazionale, fino alla manutenzione dei quartieri e agli equilibri della maggioranza. E sulla propria identità politica r

La bonifica dell'ex area industriale, le difficoltà occupazionali, il futuro dei giovani e le sfide di un secondo mandato che si apre tra aspettative e problemi ancora irrisolti. Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, risponde alle domande di Calabria News 24, tracciando un bilancio dell'attività amministrativa e indicando le priorità per i prossimi cinque anni. Rivendica i risultati raggiunti, dalla salvaguardia di Akrea alle assunzioni comunali, ma riconosce la necessità di migliorare la cura dei quartieri e i servizi quotidiani. Sul fronte economico guarda alle potenzialità del porto, del turismo e dell'area industriale, mentre sul piano politico affronta il passaggio dal civismo al sostegno del centrodestra e la presenza di esponenti di Futuro Nazionale nella maggioranza. «Crotone viene prima di ogni appartenenza», ribadisce, difendendo una coalizione composta da sensibilità differenti.
Sindaco, la bonifica dell'ex area industriale continua a essere una delle grandi questioni irrisolte di Crotone. A settembre ha sollecitato il Ministero dell'Ambiente a convocare una nuova Conferenza dei servizi, mentre rimangono aperte le problematiche legate allo smaltimento dei materiali contaminati. Non crede che, dopo tanti anni di annunci, i cittadini abbiano perso fiducia nelle istituzioni? E quali garanzie concrete può offrire affinché la bonifica non rimanga un'emergenza permanente?
La bonifica dell'ex area industriale rappresenta una delle questioni più importanti e delicate per il futuro di Crotone. Siamo consapevoli che, dopo tanti anni, i cittadini abbiano il diritto di chiedere risposte concrete, tempi certi e soprattutto garanzie per la propria salute e per l'ambiente. È una preoccupazione che condividiamo e che non abbiamo mai sottovalutato. In questi anni abbiamo lavorato con serietà, portando avanti un confronto costante con il Ministero, con gli enti competenti e con tutti i soggetti coinvolti. A settembre abbiamo nuovamente sollecitato la convocazione della Conferenza dei servizi proprio perché riteniamo che sia necessario imprimere un'accelerazione al percorso. Naturalmente, il Comune non può sostituirsi agli enti che hanno competenze specifiche sulla bonifica e sulla gestione dei materiali contaminati, ma ha il dovere di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di interlocuzione, controllo e sollecitazione. Credo che in questi anni si sia fatto molto, pur nella consapevolezza che tanto resta ancora da fare. Non possiamo cancellare in pochi anni una situazione che si trascina da decenni, ma possiamo e dobbiamo continuare a lavorare affinché si arrivi finalmente a una soluzione definitiva. La fiducia si ricostruisce con la serietà, con la presenza delle istituzioni e con la capacità di raggiungere risultati. È questo l'impegno che intendiamo portare avanti, senza proclami, ma con determinazione.
Lei è stato rieletto nel maggio 2026 e ha rivendicato il lavoro svolto durante il primo mandato. Tuttavia, ha riconosciuto la necessità di intervenire maggiormente sui quartieri, sull'igiene urbana e sulla manutenzione del verde pubblico. Se questi problemi sono ancora tra le priorità della città, significa che qualcosa nei primi cinque anni non ha funzionato come avrebbe dovuto. Quali errori riconosce alla sua amministrazione e cosa cambierà concretamente nel secondo mandato?
Mi parla di errori, non credo sia il termine giusto. Vorrei ricordare che cosa fosse la città sei anni fa e quale percorso abbia compiuto da allora. Abbiamo ereditato una situazione complessa e abbiamo lavorato per restituire a Crotone nuove prospettive, servizi, opportunità di sviluppo e fiducia nel futuro. Basta guardare a come sono cambiati alcuni quartieri, agli interventi di riqualificazione realizzati e a quelli avviati, per comprendere il lavoro portato avanti. Abbiamo investito sulla cultura e sulla valorizzazione degli spazi pubblici, restituendo centralità a luoghi importanti come il Teatro Comunale. Abbiamo l'Università, una risorsa fondamentale per il futuro della città, per i nostri giovani e per l'intero territorio.
Abbiamo affrontato anche situazioni particolarmente difficili sul piano economico e occupazionale. Akrea era sull'orlo del fallimento e siamo riusciti a salvarla, tutelando il posto di lavoro di centinaia di lavoratori. Abbiamo stabilizzato tutti i tirocinanti del Comune e realizzato centinaia di assunzioni, rafforzando la macchina amministrativa e dando nuove prospettive a tante persone e alle loro famiglie. Sono risultati concreti, che hanno richiesto impegno, responsabilità e scelte importanti. Naturalmente, una città non si trasforma tutta in una volta e il lavoro di un'amministrazione non si esaurisce con la realizzazione delle opere più significative. La crescita di Crotone passa anche dalla cura quotidiana dei quartieri, dalla pulizia delle strade, dalla manutenzione del verde pubblico e dal decoro urbano. Sono aspetti essenziali, perché i cittadini devono poter percepire i risultati dell'azione amministrativa nella propria vita di tutti i giorni. Per questo, nel secondo mandato vogliamo proseguire nel percorso avviato, rafforzando ulteriormente l'attenzione ai quartieri, migliorando il coordinamento dei servizi e rendendo gli interventi di manutenzione sempre più programmati, tempestivi ed efficaci. Vogliamo inoltre valorizzare il rapporto con i residenti, ascoltare le loro segnalazioni e garantire una presenza sempre più capillare sul territorio. Non partiamo da zero: partiamo dai risultati raggiunti, dalle difficoltà che abbiamo superato e dalle basi che abbiamo costruito nel primo mandato. Il nostro obiettivo è consolidare quanto realizzato e migliorare ancora la qualità della vita dei crotonesi.
Crotone continua a confrontarsi con il problema delle opportunità occupazionali e con le difficoltà di importanti realtà produttive. Lei stesso, dopo la rielezione, ha manifestato preoccupazione per la vertenza Konecta. Non ritiene che la città abbia bisogno di una strategia economica capace di andare oltre la gestione delle singole crisi aziendali? E quali risultati concreti pensa di poter raggiungere nei prossimi cinque anni per offrire ai giovani una ragione per restare a Crotone?
Il tema del lavoro è probabilmente quello che più di ogni altro condiziona il futuro di Crotone. Quando parliamo dei giovani che vanno via, delle famiglie in difficoltà e delle crisi aziendali, parliamo di una questione che riguarda la dignità delle persone e la possibilità stessa di costruire un progetto di vita nella nostra città. La vicenda Konecta ci preoccupa proprio per questo motivo. Dietro ogni vertenza ci sono lavoratori, famiglie e competenze che rappresentano un patrimonio per il territorio. Il nostro compito è stare al loro fianco, sostenere ogni iniziativa utile e mantenere aperto il confronto con l'azienda, le organizzazioni sindacali e le istituzioni competenti. Detto questo, sono convinto che Crotone debba guardare oltre le singole emergenze. Abbiamo bisogno di una strategia complessiva che metta insieme le opportunità offerte dall'area industriale, il turismo, il porto, l'agricoltura, la valorizzazione del patrimonio culturale e le nuove possibilità legate all'innovazione e ai servizi. Il Comune, da solo, non può risolvere tutti i problemi. Può però fare la propria parte, creando condizioni favorevoli agli investimenti, semplificando il rapporto tra imprese e amministrazione e lavorando insieme alla Regione, al Governo e agli altri soggetti istituzionali. In questi anni abbiamo cercato di costruire basi importanti per il futuro della città. Ora dobbiamo trasformare sempre più queste opportunità in risultati concreti, sostenendo chi vuole investire e valorizzando le risorse di cui disponiamo. Non sarebbe serio promettere numeri o risultati che dipendono anche da decisioni esterne al Comune. Sarebbe invece altrettanto sbagliato rinunciare a una prospettiva ambiziosa. Il nostro obiettivo è fare in modo che, nei prossimi cinque anni, Crotone possa offrire maggiori opportunità e condizioni più favorevoli a chi vuole restare, lavorare e costruire qui il proprio futuro. I giovani non chiedono soltanto promesse: chiedono di vedere una città che crede nelle proprie possibilità. Noi dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione.
Nel 2020 è stato eletto come espressione di un progetto civico, mentre nel 2026 ha ottenuto il secondo mandato sostenuto dal centrodestra. Nel frattempo, ha scelto di mantenere in maggioranza anche due consiglieri passati a Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, dichiarando di guardare soprattutto alla condivisione del programma amministrativo. Non teme che questa apertura possa far apparire la sua maggioranza come un contenitore nel quale convivono posizioni politiche molto distanti? E oggi si sente ancora un sindaco civico oppure considera ormai definitivo il suo ingresso nell'area del centrodestra?
Credo che sia importante distinguere tra l'appartenenza politica e la responsabilità amministrativa. Quando mi sono candidato nel 2020, l'ho fatto sulla base di un progetto civico che metteva al centro Crotone e i suoi cittadini. Nel 2026 i cittadini hanno rinnovato la fiducia alla nostra amministrazione, riconoscendo il lavoro svolto e chiedendoci di proseguire nel percorso intrapreso. È naturale che, nel corso del tempo, si evolvano gli equilibri politici e che si consolidino rapporti con forze che condividono gli obiettivi amministrativi. Ma ritengo che il compito di un sindaco sia soprattutto quello di tenere insieme, di trovare le convergenze possibili e di mettere al primo posto l'interesse della comunità. La nostra maggioranza è composta da sensibilità diverse, ed è una realtà che non intendiamo nascondere. Le differenze politiche esistono e devono essere rispettate, ma non devono necessariamente impedire di lavorare insieme quando vi è una condivisione degli obiettivi per la città. Naturalmente, la collaborazione amministrativa non significa rinunciare alle proprie convinzioni o annullare le differenze. Significa riconoscere che, al di là delle appartenenze, ci sono impegni concreti da portare avanti e cittadini ai quali dobbiamo dare risposte. Quanto alla mia identità politica, credo che la mia storia amministrativa parli da sola. Sono stato eletto attraverso un percorso civico e oggi guido una coalizione che comprende forze politiche diverse, unite dalla volontà di sostenere il programma con il quale ci siamo presentati agli elettori. Non considero queste due dimensioni necessariamente incompatibili. Il civismo, a mio avviso, non significa essere indifferenti alla politica, ma mantenere la capacità di dialogare e di costruire soluzioni nell'interesse della comunità. Allo stesso tempo, il confronto con le forze politiche è parte integrante della vita democratica. Il mio impegno resta quello di garantire stabilità amministrativa, serietà e concretezza. Non credo che i cittadini ci chiedano di alimentare divisioni o di soffermarci sulle etichette. Ci chiedono di lavorare, di affrontare i problemi e di portare a termine gli impegni assunti. È su questo terreno che intendo continuare a misurarmi, con rispetto per tutte le sensibilità politiche e con la convinzione che Crotone venga prima di ogni appartenenza.