La Polizia penitenziaria ha intercettato oltre 700 grammi di sostanza sospetta occultata tra generi alimentari. Il Sappe torna a chiedere maggiori strumenti di prevenzione e sistemi di schermatura negli istituti.

Il ritrovamento durante i controlli

Un telefono cellulare e più di 700 grammi di sostanza presumibilmente stupefacente sono stati scoperti dalla Polizia penitenziaria all’interno del carcere di Rossano. Il materiale era stato nascosto tra gli alimenti contenuti in un pacco indirizzato a un detenuto. Una parte della sostanza era stata inserita nei gusci delle noci, nel tentativo di eludere le verifiche effettuate all’ingresso della struttura. Saranno ora gli esami di laboratorio a stabilirne con precisione la natura.

Le ipotesi sulla destinazione

Sull’episodio sono intervenuti Giovanni Battista Durante e Francesco Ciccone, rappresentanti nazionali del Sappe. Secondo i sindacalisti, la quantità e le modalità di confezionamento potrebbero far pensare a una possibile distribuzione della sostanza tra più detenuti, anche dietro pagamento. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi che dovrà essere verificata dagli investigatori. Restano da chiarire la provenienza del pacco, il destinatario effettivo del materiale e le eventuali responsabilità.

La richiesta di maggiori misure di sicurezza

Il ritrovamento del cellulare riaccende il dibattito sull’introduzione illegale di dispositivi di comunicazione nelle carceri. Il Sappe sottolinea il lavoro svolto dagli agenti, spesso con personale e mezzi limitati, e chiede l’installazione di sistemi capaci di impedire l’utilizzo dei telefoni all’interno degli istituti. Secondo il sindacato, le norme penali introdotte negli ultimi anni non avrebbero prodotto un effetto deterrente sufficiente.