Un muro di gomma istituzionale rischia di mettere a repentaglio il futuro professionale di oltre 25 Operatori Socio-Sanitari (O.S.S.), vincitori di un concorso pubblico a tempo determinato della durata di 12 mesi. Gli O.S.S si trovano attualmente in un limbo burocratico a causa del rifiuto informale , avvenuto telefonicamente , dell'Asp di Reggio Calabria di concedere formalmente il diritto all'aspettativa, indispensabile per poter accettare il nuovo incarico senza perdere l'attuale occupazione , questo gli permetterebbe di avvicinarsi a casa almeno per 12 mesi. La data per l'inizio delle attività è fissata ufficialmente per il 16 settembre 2026. Nonostante la scadenza imminente e i ripetuti solleciti formali, i vincitori non hanno ancora ricevuto alcuna risposta scritta dall'amministrazione centrale.

Il rischio di un vuoto di 45 giorni

Secondo quanto denunciato dai lavoratori interessati, l'ufficio risorse umane dell'azienda sanitaria si è limitato esclusivamente a contatti telefonici informali. Nel corso di queste chiamate, l'amministrazione ha comunicato che l'aspettativa non potrà essere concessa prima del 1° novembre 2026.Questa data differita crea un cortocircuito insostenibile perché la Presa di servizio prevista e’ 16 settembre 2026 ma la decorrenza promessa a voce parte dal 1° novembre 2026. Il rischio concreto è un vuoto temporale di ben 45 giorni in cui i lavoratori, privi di un atto formale, rischiano la decadenza dalla graduatoria o il licenziamento per assenza ingiustificata dal proprio attuale posto di impiego. A peggiorare lo stato di incertezza è il totale silenzio amministrativo. Tutte le richieste ufficiali inviate tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all'indirizzo dell'azienda sanitaria sono rimaste a oggi prive di riscontro o di una delibera formale firmata dalla dirigenza.

I lavoratori richiamano il contratto collettivo e la Cassazione

I lavoratori e i loro rappresentanti legali sottolineano come questo stallo VIOLI APERTAMENTE le tutele previste dalla contrattazione collettiva. In particolare, si richiama la disciplina del CCNL del comparto Sanità relativo all'aspettativa per motivi di lavoro, che riconosce al dipendente IL DIRITTO alla conservazione del posto per la durata di un altro contratto a termine. Il diniego o il differimento arbitrario di questo diritto, senza una motivazione formale e oggettiva legata a inderogabili esigenze di servizio, contrasta con la ratio delle norme contrattuali volte a garantire la mobilità professionale e la crescita dei lavoratori della sanità pubblica. Il silenzio dell'Asp di Reggio Calabria non solo calpesta questi diritti, ma ignora i doveri di trasparenza e buona fede a cui la Pubblica Amministrazione è capillarmente vincolata. Secondo L'articolo 12 comma 8 che parla del CCNL COMPARTO SANITA' (che regola il rapporto di lavoro degli OSS, degli infermieri e del personale tecnico/amministrativo a tempo indeterminato), l'aspettativa senza retribuzione "è concessa" al dipendente per tutta la durata del contratto di lavoro a termine stipulato presso un'altra amministrazione pubblica. Pertanto l'azienda sanitaria pubblica NON può rifiutare l'aspettativa invocando motivi di gestione aziendale o carenza di personale: in questo caso specifico si tratta di un DIRITTO SOGGETTIVO IMPROROGABILE del dipendente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18657 del 9 giugno 2026, ha stabilito chiaramente che: L'aspettativa per accettare un incarico a tempo determinato nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è un diritto soggettivo del lavoratore. Le esigenze organizzative, le difficoltà nella turnazione o la carenza cronica di organico dell'azienda di appartenenza non rilevano in alcun modo e non possono essere usate come scusa per bloccare il dipendente.

L’appello ai vertici dell’Asp di Reggio Calabria

I vincitori del concorso chiedono un intervento immediato e chiarificatore da parte dei vertici dell'Azienda Sanitaria Provinciale reggina. Senza un documento scritto che attesti la concessione del diritto o il differimento legittimo della presa di servizio, oltre 25 famiglie di O.S.S. si troveranno costrette a scegliere tra la rinuncia a un'opportunità di lavoro meritata e un rischioso salto nel buio normativo.

Firmato
Gruppo O.S.S. Cosenza