L’analisi della criminalità organizzata reggina mostra come la 'ndrangheta non sia un fenomeno marginale, ma un sistema forte e interconnesso che domina territori e istituzioni, a cui lo Stato continua a contrapporsi con operazioni di polizia e antimafia sempre più complesse.

'Ndrangheta a Reggio Calabria: un potere antico e capillare

La provincia di Reggio Calabria è storicamente riconosciuta come il cuore pulsante della 'ndrangheta, con famiglie che operano da generazioni grazie a una struttura familiare coesa e ramificata. Nel corso degli anni, diversi clan sono emersi per il loro peso criminale e per i legami strategici instaurati con territori nazionali e internazionali.

De Stefano: potenza apicale del mandamento

La 'ndrina De Stefano è considerata la più potente e influente di Reggio Calabria, con solide alleanze con le famiglie Tegano e Tripodo. Il clan gestisce attività illecite nella periferia nord, in particolare nel quartiere Archi, ed è stato determinante nella stagione delle guerre di mafia cittadine.

Araniti: il monopolio economico nel centro cittadino

Il clan Araniti, originario di Sambatello, detiene un vero e proprio monopolio sulle attività commerciali di Reggio Calabria. È una famiglia storica, considerata chiave nella criminalità organizzata reggina degli ultimi 50 anni, con basi operative ben consolidate.

Pesce: il controllo della piana di Gioia Tauro

La 'ndrina Pesce è una delle cosche più temute operanti nella piana di Gioia Tauro. Con influenza che si estende fino a Milano e all’estero, la famiglia è attiva nel traffico di droga, estorsioni e controllo dei mercati agricoli. Collabora strettamente con la cosca Bellocco formando il “locale” di Rosarno.

Serraino: violenza e potere antico

Originari di Cardeto e Santo Stefano in Aspromonte, i Serraino hanno grazie a operazioni come “Bless” e “Araba Fenice” fatto emergere la loro forza criminale. Ritenuti tra i clan più sanguinari, sono stati protagonisti di traffico internazionale, estorsioni e infiltrazioni massoniche e politiche.