Il Crati rompe gli argini: la Piana di Sibari finisce sott’acqua
Notte di paura tra Corigliano-Rossano e Cassano: sommersi i siti archeologici e i centri abitati, danni ingenti all’agricoltura
La piena temuta per l’intera giornata di ieri ha infine rotto gli indugi nella tarda serata, quando il fiume Crati ha ceduto lungo l’intero tratto della foce. L'esondazione ha colpito entrambi i versanti: quello sud, nel territorio di Corigliano-Rossano, e quello nord, nel comune di Cassano allo Ionio. La Piana di Sibari si è trasformata in poche ore in un’enorme distesa d’acqua, confermando i peggiori timori dei residenti e delle autorità.
Versante Sud: devastazione nelle campagne di Thurio e Foggia
Sul lato sud, la situazione ha raggiunto picchi di criticità estrema nelle contrade Thurio, Ministalla e, in particolare, Foggia. Qui l’acqua non ha risparmiato nulla, invadendo abitazioni, stalle e centinaia di ettari di terreni agricoli. Sebbene non si registrino vittime o persone isolate, il bilancio economico è drammatico: Colture distrutte e aziende agricole completamente allagate e perdita di bestiame, con diversi capi morti a causa della rapidità dell'inondazione. Un disastro che sarebbe potuto essere ancora più grave se non fosse stato per l'azione preventiva avviata ieri mattina, con interventi di somma urgenza per rinforzare gli argini a valle della confluenza con il fiume Coscile.
Versante Nord: Sibari sommersa e residenti in trappola
Nel comune di Cassano allo Ionio il quadro appare, se possibile, ancora più complesso. La furia del Crati ha attraversato le contrade Lattughelle e Piano Scafo, arrivando a colpire il cuore storico e turistico del territorio: Parco Archeologico: L’area archeologica di Sibari è stata sommersa da quasi due metri d’acqua, un colpo durissimo per il patrimonio culturale; Laghi di Sibari: Il celebre villaggio turistico è stato invaso, con le strade trasformate in veri e propri canali navigabili. All’alba, i Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Corigliano-Rossano e Crotone, supportati dai nuclei fluviali, erano ancora al lavoro per trarre in salvo i residenti rimasti bloccati nelle case. Fondamentale è stato anche il supporto tecnico dei cantieri nautici, che hanno messo a disposizione imbarcazioni private per raggiungere le abitazioni isolate.
La macchina dei soccorsi e il coordinamento
Mentre il livello dell'acqua inizia finalmente a scendere lentamente, sul campo resta una massiccia mobilitazione. Le operazioni sono coordinate in prima linea dai sindaci Flavio Stasi (Corigliano-Rossano) e Gianpaolo Iacobini (Cassano allo Ionio).Insieme alla Protezione Civile regionale, sono giunte squadre da tutto il territorio, inclusa la colonna dei volontari dell’associazione Federico II di Svevia di Roseto Capo Spulico, affiancata da federazioni lucane. Il dispiegamento conta venti volontari, quattro pompe idrovore e due moduli Tsk per liberare i locali allagati.
Il post-emergenza: inizia la conta dei danni
Sebbene la fase acuta della piena sembri passata, l'emergenza si sposta ora sulla valutazione delle perdite. La Piana di Sibari si risveglia ferita, con il fango che ricopre aziende e reperti millenari. Dopo ore di angoscia, per le amministrazioni locali e i cittadini inizia la difficile sfida della ricostruzione e della stima di danni che si preannunciano incalcolabili.