Roma, dopo i politici cacciati anche i sindacati. I manifestanti: «I sindacati sono tutti dei cessi, non ci facciamo manipolare»
Dalla protesta contro Salvini e Meloni alla contestazione del senatore Pd Nicola Irto e degli altri politici intervenuti. Davanti a Montecitorio la rabbia degli agricoltori e degli autotrasportatori travolge anche i sindacati. I rappresentanti che ha

Dalla protesta contro Salvini e Meloni alla contestazione del senatore Pd Nicola Irto e degli altri politici intervenuti. Davanti a Montecitorio la rabbia degli agricoltori e degli autotrasportatori travolge anche i sindacati. I rappresentanti che hanno tentato di parlare con i manifestanti sono stati mandati via.
Gli slogan contro il Governo e la contestazione ai rappresentanti sindacali
«Salvini e Meloni fuori dai coglioni». È uno degli slogan urlati dai manifestanti davanti a Montecitorio. Ma ce n'è anche per i sindacati. Dopo aver contestato e mandato via il senatore del Pd Nicola Irto e gli altri politici intervenuti alla manifestazione, gli agricoltori e gli autotrasportatori arrivati a Roma per protestare contro il caro carburante e il caro vita hanno riservato lo stesso trattamento ai rappresentanti sindacali che hanno tentato di avvicinarsi alla piazza.
«Noi non siamo stupidi qua che ci facciamo manipolare. I sindacati sono tutti dei cessi», ha urlato uno dei manifestanti davanti a Montecitorio.
La sfiducia nei confronti delle organizzazioni sindacali
Parole durissime che raccontano anche un altro aspetto della protesta: la sfiducia nei confronti di chi dovrebbe rappresentare e difendere gli interessi dei lavoratori.
I sindacati non sono presenti nella mobilitazione e i loro rappresentanti che hanno tentato di avvicinarsi per parlare con i manifestanti sono stati cacciati via. Un rifiuto netto, che va oltre le parole pronunciate al megafono e mostra quanto sia profonda la frattura tra una parte dei lavoratori scesi in piazza e le organizzazioni che dovrebbero rappresentarli.
Caro carburante e costi insostenibili: le ragioni della mobilitazione
Agricoltori e autotrasportatori sono arrivati nella Capitale per denunciare una situazione economica sempre più difficile. Il costo del carburante pesa sui trasporti e sulla produzione agricola, mentre il caro vita riduce il potere d'acquisto delle famiglie. Chi produce e chi trasporta lamenta costi sempre più elevati e margini economici sempre più ridotti.
Dalla piazza la richiesta di risposte concrete
Intanto, davanti al Parlamento, la mobilitazione continua a mettere insieme rivendicazioni economiche e contestazioni nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni di rappresentanza. La richiesta che arriva dalla piazza è quella di risposte concrete sul costo del carburante, sul lavoro e sul potere d'acquisto, non di ulteriori promesse.