La tomba rupestre di Ferruzzano e i riti monastici della morte
Una sepoltura a grotticella con tre sedute racconta le antiche pratiche funerarie e il legame con il monastero delle Clarisse
Nel territorio di Ferruzzano è presente una tomba rupestre a grotticella dotata di tre sedute, un manufatto di grande interesse storico che testimonia un antico sistema di sepoltura diffuso in Calabria, soprattutto in ambito monastico. Questa pratica, attestata a partire dall’XI secolo in chiese e ambienti ipogei, è conosciuta come sepoltura a “scolatoi”, “cantarelle” o “a coro”. Non si trattava di una semplice soluzione funzionale, ma di una fase intermedia del rito funebre, profondamente legata alla visione cristiana della morte e del passaggio dell’anima verso l’eternità.
Il putridarium e il rito della trasformazione
I defunti venivano collocati temporaneamente nel putridarium, un ambiente destinato alla decomposizione del corpo. Qui erano sistemati in posizione seduta su seggi in muratura addossati alle pareti, ciascuno dotato di un canale di scolo che convogliava i liquidi verso un pozzetto centrale. I corpi, sostenuti da ganci alle spalle, attraversavano il processo di tanatomorfosi; al termine, le ossa venivano raccolte, lavate e trasferite nell’ossario definitivo. Il rito aveva un forte valore simbolico: ricordava la caducità della carne e rappresentava le tappe della purificazione dell’anima, accompagnata dalle preghiere della comunità monastica.
L’ipotesi del monastero delle Clarisse e l’angelo protettore
Secondo alcune interpretazioni archeologiche, la tomba rupestre di Ferruzzano sarebbe riconducibile a un antico monastero femminile delle Clarisse, oggi in gran parte scomparso. L’archeologo Stranges collega questa ipotesi alla presenza di un graffito raffigurante una grande ala d’angelo, simbolo che richiamerebbe la Porziuncola, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, luogo fondativo dell’ordine francescano e delle Clarisse. L’angelo sembrerebbe idealmente proteggere la sepoltura, che potrebbe risalire al XIII secolo ed essere stata inglobata successivamente nel convento, periodo al quale si farebbe risalire anche l’incisione simbolica.