«La scuola non chiede privilegi, chiede rispetto». È questo il messaggio lanciato dalla Flc Cgil attraverso la segretaria generale Gianna Fracassi in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.

Secondo il sindacato, dietro le rappresentazioni rassicuranti dell’inizio delle lezioni restano infatti numerose criticità irrisolte, a partire dal precariato e dalle condizioni economiche del personale.

Oltre 200mila precari tra docenti e Ata

Fracassi richiama in particolare il dato degli oltre 200mila precari tra insegnanti e personale Ata, evidenziando come la scuola continui a fare affidamento su una quota molto ampia di lavoratori senza una stabilizzazione definitiva.

A questo si aggiunge il tema delle retribuzioni, che la segretaria generale della Flc Cgil definisce tra le più basse d’Europa, insieme a una progressiva perdita del potere d’acquisto.

«Manca un vero piano di stabilizzazione»

Nel mirino del sindacato c’è anche l’assenza, secondo quanto denunciato, di un piano strutturale capace di affrontare il nodo delle assunzioni e degli investimenti.

«La scuola pubblica è il luogo in cui si costruiscono cittadinanza, spirito critico e democrazia», sottolinea Fracassi, sostenendo che non sia possibile parlare di qualità dell’istruzione continuando a mantenere condizioni di precarietà e salari giudicati insufficienti per chi vi lavora.

Mobilitazione in vista della Legge di Bilancio

Con l’avvio della discussione sulla Legge di Bilancio, la Flc Cgil annuncia dunque una mobilitazione nazionale.

Le richieste riguardano maggiori risorse, nuove stabilizzazioni e un riconoscimento economico e professionale più adeguato per chi opera nel mondo della conoscenza.

Il sindacato punta così a riportare al centro del confronto politico il tema delle condizioni di lavoro nella scuola pubblica, chiedendo interventi che vadano oltre misure temporanee e affrontino in maniera strutturale le criticità del settore.