Il suino nero di Calabria, patrimonio di biodiversità e tradizione
Dall’allevamento nei boschi ai salumi d’eccellenza, una razza simbolo delle aree interne calabresi
Il suino nero di Calabria rappresenta una delle razze autoctone più antiche e identitarie del patrimonio zootecnico regionale. Allevato da secoli nelle aree interne e montane, soprattutto tra la Sila, il Pollino e l’Aspromonte, questo animale si distingue per il mantello scuro, la rusticità e la capacità di adattarsi a territori difficili. Per lungo tempo considerato a rischio di scomparsa, il suino nero è oggi simbolo di un’agricoltura legata alla tradizione e alla sostenibilità.
Allevamento allo stato semi-brado
La caratteristica principale del suino nero di Calabria è il metodo di allevamento, che avviene prevalentemente allo stato semi-brado o brado. Gli animali vivono nei boschi, nutrendosi di ghiande, radici, castagne e prodotti spontanei del sottobosco, integrati con mangimi naturali. Questo stile di vita garantisce carni più saporite e compatte, ma richiede tempi di crescita più lunghi rispetto alle razze industriali. Una scelta che privilegia la qualità rispetto alla quantità e che valorizza il legame tra animale, ambiente e territorio.
Valore economico e culturale
Negli ultimi anni il suino nero di Calabria è tornato al centro dell’attenzione grazie alla crescente domanda di prodotti tipici e di eccellenza. Salumi come capocollo, soppressata e salsiccia ottenuti da questa razza sono apprezzati per il gusto intenso e la lavorazione artigianale. Oltre al valore economico, il suino nero rappresenta un patrimonio culturale da tutelare, legato a saperi antichi, tradizioni contadine e a un modello di sviluppo che punta sulla qualità, sulla biodiversità e sulla valorizzazione delle aree rurali calabresi.