Notte di fuoco a Montegiordano: fiamme nel capannone della Sassone Tartufi
Un devastante incendio distrugge la sede dell'azienda calabrese, con danni che superano il milione di euro ma la smentita sulla matrice dolosa
Inferno nella notte all'ingresso della marina
Un grave incendio si è sviluppato nel cuore della notte all'interno del capannone della Sassone Tartufi, nota realtà aziendale di Montegiordano specializzata nella lavorazione e commercializzazione del pregiato tubero. La struttura, situata in via Gramsci all'ingresso sud della zona marina, è stata improvvisamente avvolta dalle fiamme, che si sono propagate rapida e inesorabilmente. Il rogo ha ridotto in cenere una parte significativa del patrimonio aziendale, radendo al suolo macchinari all'avanguardia, attrezzature per la lavorazione, arredi da esposizione e un'ingente quantità di prodotto finito già pronto per la distribuzione sul mercato.
L'intervento dei soccorsi e le prime stime dei danni
Sul luogo dell'incidente sono tempestivamente giunte le squadre dei Vigili del Fuoco, che hanno lavorato intensamente per domare le fiamme e avviare le complesse operazioni di messa in sicurezza dell'intera area. Insieme a loro, sono intervenuti i Carabinieri, la Guardia di Finanza e altre forze militari per avviare i rilievi di rito e coordinare le indagini necessarie a chiarire la dinamica dei fatti. Le prime stime provvisorie tracciano un quadro economico drammatico, valutando i danni complessivi per una cifra che supera ampiamente il milione di euro.
La nota ufficiale: l'ipotesi del guasto tecnico
A poche ore dal drammatico evento, i vertici della Sassone Tartufi hanno affidato ai propri canali social un messaggio ufficiale per far chiarezza sull'origine del rogo. L'azienda ha precisato che, sulla base dei primissimi elementi emersi, l'evento non risulta in alcun modo riconducibile ad atti di natura dolosa. La causa scatenante sarebbe infatti da attribuire a un problema di carattere impiantistico, le cui specificità sono attualmente in fase di rigoroso accertamento. Una presa di posizione netta, diffusa per tutelare l'immagine dell'attività, la serenità dei collaboratori e la trasparenza verso clienti e sostenitori che hanno espresso profonda solidarietà.