Flavio Stasi
Flavio Stasi

Il sindaco sospeso di Corigliano-Rossano ha risposto alle domande del giudice Fabiana Giacchetti, depositando una memoria difensiva e documenti amministrativi. I suoi legali contestano la ricostruzione della Dda sul presunto voto di scambio politico-mafioso. Ora si attende la decisione sulla misura cautelare.

L'interrogatorio davanti al gip e la richiesta di revoca dei domiciliari

Flavio Stasi non si è avvalso della facoltà di non rispondere. Davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, il sindaco sospeso di Corigliano-Rossano ha affrontato le contestazioni che lo hanno portato agli arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione antimafia Ginestra. Un interrogatorio nel corso del quale ha fornito la propria versione dei fatti, accompagnandola con una memoria difensiva e una serie di documenti amministrativi.

L'udienza si è conclusa nel pomeriggio di oggi, lunedì 2 novembre. Al termine, gli avvocati Mauro Mitidieri e Maurizio Minnicelli hanno formalizzato la richiesta di revoca della misura cautelare, chiedendo al gip di riesaminare gli elementi sui quali si fonda il provvedimento eseguito il 28 ottobre scorso. La partita giudiziaria si concentra ora sulla valutazione del giudice, chiamato a stabilire se sussistano ancora i presupposti per mantenere Stasi agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Flavio Stasi

Le accuse della Dda e la documentazione presentata dalla difesa

L'accusa formulata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro riguarda un presunto voto di scambio politico-mafioso in occasione delle elezioni amministrative del giugno 2024. Secondo l'ipotesi investigativa, Stasi avrebbe ricevuto un sostegno elettorale proveniente da ambienti della criminalità organizzata rossanese, in cambio della promessa di opportunità lavorative.

Una ricostruzione che la difesa intende contrastare anche attraverso la documentazione depositata durante l'interrogatorio. Gli atti amministrativi prodotti dai legali puntano a fornire elementi utili alla valutazione delle contestazioni, mentre la memoria difensiva espone le ragioni per le quali viene chiesta la revoca dei domiciliari.

Quello di oggi è stato il primo confronto diretto tra Stasi e il giudice che ha disposto la misura cautelare. Un passaggio importante non soltanto per la posizione personale dell'indagato, ma anche per le conseguenze amministrative dell'inchiesta, che ha determinato la sospensione del sindaco dalle sue funzioni.

Attesa per la decisione del giudice, Stasi resta ai domiciliari

L'operazione Ginestra ha coinvolto anche altri esponenti della politica locale. Tra questi il consigliere comunale di Forza Italia Piero Lucisano, finito agli arresti domiciliari per un'ipotesi di voto di scambio e successivamente dimessosi dall'incarico.

Per Stasi, invece, la prossima tappa sarà la decisione del gip sull'istanza presentata dai suoi difensori. Il giudice dovrà valutare le argomentazioni e la documentazione depositate, insieme agli elementi raccolti dalla Procura.

Fino a un eventuale provvedimento di revoca o modifica, il sindaco resta agli arresti domiciliari e sospeso dalla carica.

L'inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.