Il direttore generale della Protezione civile regionale denuncia il ritrovamento di inneschi artigianali e racconta episodi di estrema crudeltà. Il video della sua testimonianza è stato diffuso sui social dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

Inneschi dolosi e una strategia studiata

«Abbiamo trovato degli inneschi frutto di un'azione dolosa, addirittura criminale». Con queste parole Domenico Costarella, nuovo direttore generale del Dipartimento regionale della Protezione civile, ha denunciato la natura di molti degli incendi che stanno interessando il territorio calabrese. Nel video diffuso sui social dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, Costarella spiega che durante le attività di spegnimento e bonifica sono state rinvenute candele collegate a stracci imbevuti di liquido infiammabile, utilizzate come dispositivi a combustione ritardata. Un sistema che consentiva di far partire il fuoco a distanza di tempo, favorendo la propagazione delle fiamme fino a trasformare piccoli focolai in incendi di vaste proporzioni.

Scene inquietanti durante gli interventi

Tra gli episodi più gravi raccontati dal direttore della Protezione civile vi sono anche ritrovamenti definiti «incredibili». In alcuni casi sarebbero stati utilizzati animali per propagare gli incendi: gatti ai quali, secondo quanto riferito, erano stati legati alla coda stracci impregnati di liquido infiammabile e poi lasciati correre tra la vegetazione. Costarella ha inoltre parlato del rinvenimento di bottiglie contenenti liquidi infiammabili, dotate di uno stoppino che, una volta acceso, innescava rapidamente il rogo nell'erba secca. Circostanze che, se confermate dalle indagini delle autorità competenti, delineerebbero un quadro di estrema gravità.

«Serve un cambiamento culturale»

Per Costarella il contrasto agli incendi non può limitarsi alle attività di prevenzione e spegnimento, ma richiede anche una profonda presa di coscienza collettiva. «Dobbiamo andare avanti con un cambiamento culturale. Sono cose disumane, il peggior nemico dell'uomo è l'uomo», ha affermato, sottolineando come dietro molti incendi vi sia la mano dell'uomo e non la fatalità. Un appello che richiama la necessità di rafforzare la cultura della legalità e della tutela dell'ambiente, mentre proseguono le attività di controllo e di contrasto ai roghi su tutto il territorio regionale.