Tribunale di Castrovillari
Tribunale di Castrovillari

Il Tribunale di Castrovillari ha condannato una Rsa a restituire quasi 50mila euro agli eredi di una paziente affetta da Alzheimer, dichiarando nullo il contratto di ospitalità sottoscritto al momento dell’ingresso nella struttura. La decisione, secondo l’analisi del network legale Consulcesi & Partners, introduce un principio di particolare rilievo: la firma di un contratto privatistico da parte dei familiari non basta a giustificare l’addebito delle rette quando, fin dall’inizio, il paziente necessita di prestazioni sociosanitarie ad alta integrazione sanitaria, comprese nei Livelli essenziali di assistenza. La vicenda riguarda una donna ricoverata nel 2019, la cui presa in carico da parte dell’Asp era intervenuta solo in un momento successivo.

Le cure sanitarie non possono essere separate dall’assistenza

Secondo quanto ricostruito, il Tribunale ha ritenuto che le condizioni cliniche della paziente imponessero già dall’ingresso in struttura un percorso terapeutico integrato. Per questo motivo è stata dichiarata nulla la pretesa economica anche per il periodo precedente all’autorizzazione sanitaria. Dalla pronuncia emergono tre aspetti centrali: l’impossibilità di separare assistenza e cura nei casi di elevata complessità sanitaria, la nullità del contratto di ospitalità come strumento per trasferire i costi sulle famiglie e la possibilità di ricondurre gli oneri al sistema sanitario pubblico, prevedendo che l’Asl tenga indenne la struttura dalle somme da restituire. Il caso si inserisce in un orientamento giurisprudenziale sempre più definito, soprattutto per Alzheimer e demenze gravi.

Una sentenza destinata a incidere su molte famiglie

Per Consulcesi & Partners, la decisione di Castrovillari rappresenta un passaggio significativo perché non si limita a individuare chi debba sostenere i costi, ma mette in discussione la validità stessa dei contratti con cui spesso le rette vengono poste a carico dei familiari. Il tema riguarda un numero crescente di persone. Secondo il rapporto Alzheimer Europe 2025, in Italia vivono oltre 1,43 milioni di persone affette da demenza, destinate a superare i 2,2 milioni entro il 2050. Con rette che possono arrivare a 2.000 o 3.000 euro al mese, il consolidamento della giurisprudenza trasforma una materia finora considerata specialistica in una questione di forte impatto sociale, economico e sanitario per migliaia di famiglie e caregiver.