Due milioni per gli scuolabus, ventimila all’associazione della Polizia: quando i conti del Comune di Cosenza fanno ridere… o piangere?
Una spesa milionaria per il trasporto scolastico e fondi minimi per altre funzioni sociali riaccendono il dibattito sulle scelte di bilancio e sulle reali priorità dell’amministrazione comunale
In un’Italia dove i bilanci comunali sono sempre più tirati, a Cosenza si fa scuola di priorità. E che priorità! Il Comune, con grande senso dell’urgenza (e delle spese), ha approvato un impegno economico per il servizio di trasporto scolastico pari a oltre 1,9 milioni di euro. Sì, avete letto bene: 1.922.511,36 euro. Per far salire i bambini sugli scuolabus. Non per costruirli. Non per donarli. Solo per trasportarli. Ma tranquilli, è tutto regolare. Così dice la determina comunale.
Il trasporto scolastico è importante, sia chiaro. Ma il punto non è il servizio — è il costo. Un costo che lascia di stucco, specialmente se lo si mette a confronto con le briciole concesse per altre funzioni sociali e di sicurezza. Ventimila euro. Questa è la cifra che lo stesso Comune ha stanziato per un'associazione della Polizia. Venti. Mila. Euro. Praticamente, l’equivalente del pieno di gasolio di qualche scuolabus per un paio di mesi. Cose che, neanche in un film di Checco Zalone…
Quando i numeri raccontano più delle parole
Il documento ufficiale, pomposamente intitolato “Determinazione Dirigenziale del Settore Cultura, Teatro, Educazione, Istruzione e Spettacoli”, approva l’aggiudicazione di un bando sopra soglia comunitaria per il servizio di trasporto scolastico, con possibilità di rinnovo e proroga per ulteriori tre anni. Una prospettiva pluriennale, certo. Ma andiamo nel dettaglio.
Ecco i numeri (senza svenire):
Importo post-gara per i tre anni: 1.715.313,60 €
IVA: 171.531,36 €
Incentivi tecnici: 35.006,40 €
Contributo ANAC: 660 €
Totale intervento: 1.922.511,36 €
E questo senza considerare eventuali opzioni di rinnovo, che da sole potrebbero aggiungere altri 857.656,80 €. Alla faccia della spending review.
Gara aperta... ma con un solo partecipante
Nel copione di questa grande spesa pubblica non poteva mancare il colpo di scena: alla gara ha partecipato… una sola ditta. Già. Un solo concorrente. Zero competizione. Un po’ come un’asta dove c’è un solo offerente e l’unico brivido è aspettare che finisca il caffè.
Ora, il Codice degli Appalti consente regolarmente anche queste situazioni, purché tutto sia formalmente corretto. Ma siamo nel 2026, in una città capoluogo di provincia, e alla gara per un servizio da quasi due milioni di euro c’è una sola mano alzata? Sarà mica che qualcosa scoraggia gli altri dal partecipare? O che i bandi sembrano cuciti su misura? Noi non lo diciamo. Lo suggerisce il silenzio degli altri potenziali concorrenti.
Esecuzione “anticipata e d’urgenza”
Non c’è tempo da perdere! Appena chiusa la gara (con un solo partecipante, ribadiamolo), si parte subito: esecuzione anticipata in via d’urgenza. Un’espressione che nelle determine pubbliche si legge più spesso di “grazie” nei talk show politici. Ma l’urgenza, si sa, è una giustificazione comoda. L’inizio del servizio non si può attendere, per carità: si rischierebbe un “pregiudizio per l’interesse pubblico”.
Tradotto: meglio spendere subito quasi due milioni, anche in mancanza della stipula formale del contratto, che attendere l’iter normale. Perché? Perché il nuovo servizio è “più conveniente” e “diversamente gestito”. Un modo elegante per dire che prima, forse, andava pure peggio?
E gli altri servizi? Beh, arrangiatevi
Mentre ai trasporti scolastici viene destinato un importo che avrebbe fatto felici interi paesi dell’entroterra calabrese, l’associazione della Polizia riceve appena 20.000 euro. Una cifra che sembra quasi simbolica, se confrontata con le montagne di euro che scorrono altrove.
Perché una tale sproporzione? È davvero credibile che la sicurezza e l’educazione civica, la prevenzione e il presidio sociale valgano solo una frazione delle ruote di uno scuolabus?
Possiamo solo sperare che il Comune abbia in programma anche di potenziare questi altri settori, ma — documenti alla mano — la forbice è scandalosa. Anzi, offensiva.
Scolari in carrozza, cittadini a piedi
In tutto questo resta una domanda che rimbalza da una delibera all’altra come una pallina da flipper impazzita: quanto costa davvero la normalità a Cosenza? La normalità, cioè garantire un servizio pubblico essenziale senza affondare le casse comunali?
Perché un servizio del genere, importante ma non eccezionale, costa quasi due milioni, mentre la sicurezza, l’educazione civica e il presidio del territorio devono arrangiarsi con le briciole? Non sarebbe ora di fare un po’ più di chiarezza sulle voci di spesa, sui meccanismi delle gare, sui costi comparabili?
Magari — suggerimento provocatorio — si potrebbe anche iniziare a pubblicare i bilanci in una forma leggibile anche ai cittadini comuni. Quelli che, ogni mattina, vedono passare lo scuolabus e pensano che, tutto sommato, forse lo stanno pagando un po’ troppo caro.
Satira a bordo
Certo, potremmo consolarci immaginando gli scuolabus come delle limousine scolastiche: autisti in guanti bianchi, seggiolini massaggianti, snack biologici e Spotify a bordo. Ma forse, più realisticamente, parliamo dei soliti mezzi gialli rugginosi, con sedili scricchiolanti e aria condizionata che funziona solo a sinistra.
La differenza? Un dettaglio insignificante: quasi due milioni.
Quando l’ironia non basta più
Questo non è un attacco al servizio, né a chi lavora ogni giorno per garantire ai bambini un trasporto sicuro. Ma lo è — senza vergogna — a un sistema che mostra evidenti squilibri. Lo è a un’amministrazione che non sembra porsi nemmeno il problema della sproporzione.
Lo è al principio di realtà: quello secondo cui i conti si fanno tornare, e non solo con le giustificazioni da determine dirigenziali.
Perché se per ogni bambino trasportato si spendono queste cifre, e per la sicurezza pubblica si stanziano elemosine, allora non stiamo solo girando in tondo con uno scuolabus. Stiamo prendendo tutti una corsa diretta verso l’assurdo.