Morti sul lavoro in Calabria, la Cgil chiede un fondo regionale per le famiglie delle vittime
Celebre e Trotta sollecitano una misura strutturale e uno sportello dedicato per coordinare sostegno economico, sociale, sanitario e scolastico
La lunga sequenza di morti sul lavoro registrata in Calabria dall’inizio del 2026 riaccende il confronto sulla sicurezza e, soprattutto, sulle conseguenze che ogni tragedia lascia alle famiglie. Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria, e Gianfranco Trotta, segretario generale della Cgil Calabria, chiedono alla Regione di intervenire con misure concrete e strutturali. Secondo i due dirigenti sindacali, è necessario continuare a rafforzare prevenzione, controlli e sicurezza nei luoghi di lavoro, ma allo stesso tempo occorre affrontare ciò che accade dopo un incidente mortale: famiglie improvvisamente prive di un reddito, figli che perdono un genitore e situazioni di forte fragilità economica e psicologica.
La proposta di un Fondo regionale straordinario e strutturale
Da qui l’appello rivolto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, affinché venga istituito un Fondo regionale destinato ai familiari delle vittime di infortuni mortali sul lavoro. La richiesta è quella di garantire una forma di sostegno economico aggiuntiva, con particolare attenzione ai nuclei nei quali siano presenti figli minori o studenti. Per la Cgil, l’intervento regionale dovrebbe affiancare le misure già previste, offrendo una risposta stabile e non limitata all’emergenza immediatamente successiva alla tragedia.
Uno sportello per coordinare assistenza e servizi
Accanto al Fondo, Celebre e Trotta propongono anche la creazione di uno sportello regionale dedicato alle famiglie delle vittime. L’obiettivo sarebbe quello di mettere in rete e coordinare servizi sociali, sanitari, scolastici e assistenziali, così da evitare che chi ha già subito una perdita debba affrontare anche un percorso frammentato e complesso per ottenere aiuto. Il sindacato insiste sulla necessità di una politica strutturale, capace di andare oltre le misure temporanee. Per la Cgil Calabria, la Regione deve assumere un ruolo diretto e continuativo nel sostegno alle famiglie colpite dalle morti sul lavoro.