Droga tra i boschi di Grisolia: la Guardia di Finanza scopre una piantagione di canapa indiana
Il blitz nell'Alto Tirreno cosentino nato dai controlli dall'alto e dal presidio del territorio
Nell’ambito delle quotidiane e mirate attività di controllo economico del territorio, finalizzate a prevenire e reprimere il traffico di sostanze stupefacenti, i Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno portato a termine un'importante operazione. L'intervento è scattato a seguito di una precisa segnalazione della Sezione Aerea di Lamezia Terme, appartenente al Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, che ha individuato dall'alto un'estesa area adibita alla coltivazione illecita di canapa indiana.
La coltivazione nascosta e la struttura dell'impianto
La piantagione era stata abilmente occultata nel cuore della fitta vegetazione di un’area boschiva e particolarmente impervia nel Comune di Grisolia. Le caratteristiche morfologiche del terreno e il fortissimo isolamento della zona la rendevano un sito ideale per ospitare coltivazioni illegali al riparo da sguardi indiscreti. La struttura del sito rivelava una pianificazione scrupolosa: le piante erano disposte su numerosi filari serviti da un efficiente impianto di irrigazione, segno di un'organizzazione stabile ideata per garantire una produzione continua e alimentare il mercato illecito.
Il sequestro della Tenenza di Scalea e la varietà delle colture
I militari della Tenenza di Scalea sono intervenuti sul posto ponendo sotto sequestro un totale di 53 piante di marijuana. Gli esemplari presentavano stadi vegetativi differenti, con altezze variabili da 30 centimetri fino a oltre 3 metri. Questa marcata diversità nell'altezza e nella crescita ha confermato agli investigatori che la semina e la cura della piantagione erano state scaglionate in periodi differenti, così da assicurare una disponibilità costante di sostanza stupefacente nel tempo.
Il coordinamento della Procura di Paola e la distruzione del raccolto
Le operazioni della Guardia di Finanza sono proseguite con il fondamentale coordinamento della Procura della Repubblica di Paola, guidata dal Procuratore Capo Dott. Domenico Fiordalisi. Sul luogo del ritrovamento si è proceduto con la distruzione di 44 piante e con il prelievo di oltre 9 esemplari destinati alla campionatura e alle analisi di rito. L'intervento d'iniziativa si è concluso con la segnalazione a carico di ignoti trasmessa alla Magistratura paolana per la violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/1990.
Un colpo al mercato illecito e il valore della prevenzione
L'immissione sul mercato della sostanza stupefacente sequestrata avrebbe fruttato alla criminalità guadagni illeciti stimati in oltre 200 mila euro. Questo ennesimo risultato testimonia il costante e capillare impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto al traffico di droghe. L'azione svolta sul territorio calabrese persegue un duplice obiettivo di primaria importanza: tutelare la salute della comunità e recidere una delle fonti di sostentamento finanziario più redditizie per la criminalità organizzata locale.