La protesta dei lavoratori Konecta
La protesta dei lavoratori Konecta

I lavoratori della Konecta sono scesi in piazza davanti alla sede della Regione Calabria per chiedere garanzie occupazionali e un confronto immediato sul futuro del progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie. Al sit-in hanno partecipato addetti provenienti dai siti di Crotone, Rende e Settingiano, dando voce a una vertenza che coinvolge complessivamente circa 900 lavoratori, molti dei quali attualmente in cassa integrazione.

Un progetto da 30 milioni senza prospettive certe

Al centro della protesta c’è la gestione di un progetto finanziato con circa 30 milioni di euro di fondi pubblici, nato con l’obiettivo di garantire continuità occupazionale dopo la crisi della ex Abramo Customer Care. Un’iniziativa considerata inizialmente strategica, ma che secondo i lavoratori oggi si troverebbe in una fase di stallo, caratterizzata da incertezza e assenza di prospettive definite.

Secondo quanto denunciato durante la manifestazione, il progetto, pensato per avere una durata triennale, si sarebbe invece esaurito in appena 15 mesi, lasciando centinaia di lavoratori senza una visione chiara sul futuro.

Emergenza occupazionale e scadenze imminenti

Tra le principali criticità segnalate emerge il rischio concreto di disoccupazione per 74 lavoratori, i cui contratti sono in scadenza il prossimo 18 maggio. Una situazione che rende ancora più urgente un intervento delle istituzioni per evitare ulteriori ricadute occupazionali su un territorio già fragile.

I lavoratori chiedono soluzioni immediate, a partire dalla stabilizzazione dei contratti in scadenza e dalla definizione di un piano industriale capace di dare continuità all’attività.

La richiesta di rilancio del progetto

Nel corso della mobilitazione è stato ribadito come l’iniziativa non abbia un carattere conflittuale, ma costruttivo. L’obiettivo dichiarato è quello di rilanciare il progetto originario, ampliandolo anche ad altri ambiti della pubblica amministrazione e trasformandolo in un’opportunità concreta di sviluppo e occupazione stabile.

Secondo i lavoratori, sarebbe necessario un maggiore controllo sull’utilizzo dei fondi pubblici e una visione industriale chiara, in grado di garantire sostenibilità e continuità nel tempo.

Il ruolo delle istituzioni e il sostegno sindacale

La vertenza chiama in causa direttamente la Regione Calabria, alla quale i lavoratori chiedono un intervento deciso per tutelare l’occupazione e valorizzare un investimento pubblico rilevante. Il periodo della cassa integrazione straordinaria, in scadenza il 31 dicembre, viene indicato come una finestra utile per costruire un piano di rilancio credibile.

Alla protesta hanno preso parte anche le sigle sindacali Confial e Cobas, insieme al movimento Potere al Popolo, a sostegno di una vertenza che riguarda centinaia di famiglie distribuite tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone.

Una crisi che interroga il modello di sviluppo

La situazione Konecta rappresenta un caso emblematico delle difficoltà legate alla gestione dei progetti finanziati con risorse pubbliche. La sfida, ora, è trasformare un progetto incompiuto in una reale opportunità di crescita, evitando che l’ennesima crisi occupazionale lasci segni profondi nel tessuto economico e sociale della Calabria.