La Scarcella in Commissione parlamentare
La Scarcella in Commissione parlamentare

La sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, è stata posta sotto tutela 24 ore su 24 insieme alla propria famiglia dopo le gravi intimidazioni ricevute negli ultimi mesi, alcune delle quali hanno preso di mira direttamente anche i figli.

Ad annunciarlo è stata la stessa prima cittadina incontrando i giornalisti, all’indomani della riunione alla quale aveva partecipato in Prefettura a Reggio Calabria per affrontare proprio la questione della sicurezza. Nei giorni scorsi Scarcella aveva denunciato pubblicamente di aver ricevuto, prima, una busta contenente sette proiettili, quattro dei quali da Kalashnikov, e successivamente una lettera con minacce rivolte ai figli e al cane.

«Tutela H24 per me e la mia famiglia»

«Mi è stato notificato un provvedimento che, in considerazione delle attività di indagine che sono in corso, è strettamente riservato», ha spiegato Scarcella, precisando però di poter comunicare l’adozione della misura di protezione.

«Sono molto contenta perché mi è stata accordata la tutela H24 che avevo chiesto per me e la mia famiglia. Ringrazio i componenti del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, il prefetto, il questore, i comandanti della Guardia di finanza e dei Carabinieri perché hanno valutato le mie istanze. Mi sento sicuramente molto più serena».

La decisione arriva dopo settimane di forte tensione e dopo che la sindaca aveva chiesto formalmente misure di protezione, arrivando ad annunciare anche una protesta con sciopero della fame, poi sospesa in seguito alla convocazione in Prefettura.

La Commissione d’accesso al Comune

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Scarcella è tornata anche sulla Commissione d’accesso disposta dalla Prefettura al Comune di Gioia Tauro, organismo incaricato di svolgere verifiche sull’attività amministrativa dell’ente. La Commissione è al lavoro da mesi e i suoi accertamenti non sono ancora conclusi.

La sindaca ha ribadito di aver accolto l’iniziativa «con molto rispetto nei confronti delle istituzioni», aggiungendo di voler attendere gli esiti del lavoro della Commissione.

Scarcella ha tuttavia affrontato il tema nella misura in cui, a suo giudizio, potrebbe esistere un collegamento tra le intimidazioni subite e alcune scelte amministrative adottate dal suo insediamento.

Scarcella: «Ho toccato interessi particolari»

Secondo quanto ricostruito dalla prima cittadina, una delle prime iniziative adottate dalla sua amministrazione sarebbe stata quella di procedere con la notifica di tributi relativi agli ultimi cinque anni, compresi quelli indirizzati a soggetti che la stessa sindaca indica come appartenenti ad ambienti criminali.

Scarcella ha inoltre riferito di aver avviato procedure per la demolizione di immobili abusivi, tra i quali una struttura destinataria, secondo il suo racconto, di un’ordinanza di demolizione risalente al 2016 rimasta fino ad allora ineseguita.

«Ho toccato con mano interessi legati anche a persone particolari», ha affermato.

La sindaca ha inoltre spiegato di avere disposto spostamenti di personale all’interno dell’ente, precisando che si tratta di dipendenti «per bene» e non accusati di reati, ma che, secondo quanto da lei riferito, avrebbero avuto stretti rapporti di parentela con persone legate alle cosche.

Il possibile collegamento con le intimidazioni

È la stessa Scarcella, dunque, a formulare l’ipotesi di un rapporto tra la propria attività amministrativa e le minacce ricevute. Un collegamento che resta oggetto delle valutazioni investigative e che, allo stato, viene rappresentato come una convinzione della sindaca.

«Ritengo che questo mio agire abbia determinato quel movimento criminale che ha indotto qualcuno il 18 dicembre a recapitarmi a casa i proiettili di Kalashnikov», ha dichiarato.

Il riferimento è alla prima delle gravi intimidazioni denunciate: una busta contenente un biglietto e sette proiettili, quattro dei quali indicati dalla sindaca come munizioni da Kalashnikov. Il 25 agosto, invece, nella sua abitazione sarebbe stata recapitata una seconda lettera, questa volta con una minaccia esplicita rivolta ai figli e al cane. Gli episodi sono stati denunciati alle forze dell’ordine.

«Se scrivi ancora»: il significato della frase secondo la sindaca

Particolarmente inquietante, secondo Scarcella, è proprio il riferimento contenuto nell’ultima lettera alle sue attività di denuncia e segnalazione.

«Hanno detto “se scrivi ancora” – ha sottolineato – facendo riferimento a cosa? A queste denunce, a queste mie segnalazioni».

La prima cittadina ritiene quindi che il contenuto dell’intimidazione possa essere collegato alle comunicazioni e agli atti trasmessi nel corso della sua attività amministrativa. Spetterà però alle indagini in corso accertare origine, responsabilità e movente delle minacce.

Dopo settimane di forte preoccupazione, l’attivazione della tutela H24 rappresenta intanto un primo cambiamento concreto nelle condizioni di sicurezza della sindaca e della sua famiglia, mentre proseguono parallelamente sia gli accertamenti sulle intimidazioni sia il lavoro della Commissione d’accesso al Comune di Gioia Tauro.