Alessandro Salerno, fisioterapista
Alessandro Salerno, fisioterapista

COSENZA – Fisioterapia, scienze motorie e medicina unite da un unico filo conduttore: comprendere il corpo umano nella sua complessità prima di intervenire sul sintomo. È questa la filosofia professionale di Alessandro Salerno, fisioterapista e chinesiologo specializzato in Attività Motoria Preventiva e Adattata, oggi anche studente al quarto anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Iscritto all’Ordine dei Fisioterapisti della Provincia di Cosenza, Salerno è titolare dello studio di fisioterapia che porta il suo nome, in Viale Giacomo Mancini 26, a Cosenza.

Tre lauree e un percorso tra studio e professione

 

Studio di Fisioterapia
Studio di Fisioterapia

La sua formazione si è sviluppata attraverso un percorso lungo e articolato tra Roma, Milano e Viterbo. Negli anni ha conseguito tre lauree: Fisioterapia, Scienze Motorie e la laurea specialistica in Attività Motoria Preventiva e Adattata.

Parallelamente alla formazione universitaria, ha lavorato in studi privati, cliniche riabilitative e nell'assistenza domiciliare, affiancando alla pratica professionale numerosi corsi specialistici.

Un percorso che, racconta, nasce da una forte curiosità nei confronti del funzionamento del corpo umano, sia nella sua dimensione fisiologica sia nelle condizioni patologiche.

Il nuovo obiettivo: diventare medico fisiatra

Lo studio medico
Lo studio medico

La volontà di ampliare ulteriormente le proprie competenze lo ha poi spinto a intraprendere un nuovo percorso universitario.

Salerno frequenta oggi il quarto anno di Medicina e Chirurgia, con l'obiettivo futuro di conseguire anche la specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa, la fisiatria.

L'intento è quello di costruire nel tempo una preparazione sempre più completa, capace di integrare fisioterapia, movimento, prevenzione e conoscenze mediche.

«Prima di trattare bisogna capire perché nasce il problema»

Al centro della sua impostazione professionale c'è soprattutto la valutazione iniziale del paziente, considerata il punto di partenza indispensabile di qualsiasi percorso.

Secondo Salerno, limitarsi a trattare esclusivamente l'area nella quale compare il dolore può non essere sufficiente. Un disturbo muscolare, nella sua visione clinica, deve essere analizzato tenendo conto delle caratteristiche della persona, della funzionalità globale e dei possibili fattori che possono contribuire al problema.

È il caso, ad esempio, di una lombalgia accompagnata da una forte tensione muscolare. La domanda da porsi, sostiene il fisioterapista, non dovrebbe riguardare soltanto il modo in cui ridurre quella tensione, ma anche comprendere se rappresenti l'origine del disturbo oppure una conseguenza di altri squilibri funzionali.

Le eventuali correlazioni, naturalmente, devono essere valutate caso per caso e alla luce delle evidenze cliniche, escludendo innanzitutto possibili controindicazioni o condizioni che richiedano un approfondimento medico.

Il corpo come sistema, non come insieme di parti separate

La filosofia di Salerno parte da un principio preciso: osservare la persona nel suo complesso.

«Il corpo è un intreccio di parti meraviglioso, una squadra i cui giocatori collaborano sinergicamente e si aiutano l'un l'altro», spiega.

Per rendere più immediato il concetto utilizza una metafora: se una vasca da bagno continua a riempirsi perché il rubinetto perde, togliere continuamente l'acqua non risolve il problema. Occorre individuare ciò che la fa entrare.

Allo stesso modo, il trattamento riabilitativo dovrebbe partire, nella sua impostazione, dalla ricerca dei fattori che contribuiscono al disturbo e non limitarsi alla gestione momentanea del dolore.

La prima seduta come momento fondamentale

Per questo motivo la prima seduta è principalmente valutativa.

È in questa fase che vengono analizzate la storia del paziente, le caratteristiche del disturbo e la funzionalità generale, così da poter impostare successivamente un percorso individualizzato.

Salerno rifiuta anche l'idea di stabilire preventivamente un numero standard di trattamenti.

«Non do mai un numero fisso di sedute, come se il numero dieci fosse un numero magico», sottolinea. Il percorso, secondo questa impostazione, deve invece essere modulato sulla risposta individuale e sull'evoluzione clinica della persona.

In alcuni casi, racconta, il percorso può concludersi anche dopo cinque incontri complessivi, compresa la valutazione iniziale, mentre altre situazioni possono richiedere tempi differenti.

«I pazienti non sono clienti»

Alla base dell'attività professionale c'è infine un principio che Salerno considera fondamentale: la centralità del rapporto umano.

«Non lavoro per numeri, ma per qualità e stima del paziente. I pazienti non sono clienti, bensì persone che affidano i loro problemi di salute a un'altra persona», afferma.

Una concezione della fisioterapia che mette quindi insieme studio, aggiornamento, valutazione clinica e rapporto con il paziente, con un obiettivo dichiarato: costruire percorsi quanto più possibile mirati, personalizzati e coerenti con le reali necessità della persona.

Una filosofia che Salerno riassume con poche parole: «Se si lavora con scienza e coscienza, si vince sempre».