CATANZARO – «Gli eventi ci piacciono e sono utili, ma una Regione non si governa a colpi di like». È un attacco diretto al modello di promozione scelto dalla Regione Calabria quello lanciato dall’europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles ed ex candidato alla presidenza della Regione.

Tridico prende spunto dai grandi eventi organizzati in Calabria, tra cui il concerto di Jovanotti a Catanzaro, per porre una questione che definisce soprattutto economica: distinguere tra spesa pubblica destinata alla visibilità e investimenti capaci di produrre ricadute strutturali sul territorio.

«Quando si spengono i riflettori restano i problemi»

L’europarlamentare riconosce il valore degli eventi e dello spettacolo, ma sostiene che la valutazione dell’azione politica debba iniziare «quando i riflettori si spengono».

«Resta la regione più povera d’Italia – afferma – con una sanità allo stremo, pur con punte di eccellenza e professionisti integerrimi, con i treni che saltano, le aree interne che si svuotano e i fondi che non si spendono».

Nel mirino anche il sistema dei trasporti e la situazione della linea ionica, mentre sul piano nazionale Tridico richiama gli investimenti previsti per il Ponte sullo Stretto.

Migranti e lavoro, il richiamo alle persone

Nel suo intervento Tridico affronta anche il tema dell’immigrazione, sottolineando il ruolo dei lavoratori stranieri nel sistema produttivo, dall’agricoltura ai servizi.

Richiamando le parole di Papa Leone XIV al Meeting di Rimini, secondo cui «prima dei confini, delle definizioni e delle istituzioni ci sono sempre le persone», l’esponente del M5S accusa il Governo Meloni di preferire la propaganda alle risposte concrete sul fenomeno migratorio.

«Turismo non può significare soltanto grandi eventi»

Secondo Tridico, concerti e manifestazioni possono essere strumenti utili, purché siano inseriti in una strategia più ampia. «Promuovere un territorio e promuovere sé stessi sono due cose molto diverse», sostiene.

L’europarlamentare critica la narrazione dei sold out come risultato diretto dell’azione regionale e richiama invece i problemi di un turismo caratterizzato, a suo giudizio, da soggiorni sempre più brevi e da una capacità ancora limitata di trasformare le presenze in ricchezza stabile.

«La cartolina sponsorizzata e la saracinesca che si abbassa a settembre non sono la stessa Calabria», afferma.

I 170mila euro per la tappa di Jovanotti

Tridico interviene poi sulle risorse pubbliche destinate, attraverso la Film Commission, alla tappa calabrese di Jovanotti: 170mila euro, di cui 100mila per la visibilità della Regione e 70mila per un video.

«Chiedo trasparenza, non polemiche», precisa l’europarlamentare, invitando la Regione a rendere pubblici gli atti e soprattutto a misurare concretamente il ritorno degli investimenti attraverso dati su arrivi, pernottamenti, prenotazioni e tasse di soggiorno.

Per Tridico non basta dunque quantificare il pubblico presente o la visibilità generata da un evento: occorre dimostrare quale impatto economico sia stato realmente prodotto.

«Spendere non significa investire»

Il cuore della critica riguarda proprio la differenza tra spesa e investimento. «Comprare visibilità dura trenta secondi e non si trasforma in indotto. Investire significa costruire una filiera, festival che durano anni invece di una sera, produzioni che scelgono la Calabria perché conviene e lavoro che resta quando la carovana riparte».

La conclusione è rivolta direttamente al presidente della Regione. «Un presidente non è il direttore marketing di Ryanair, né il capo-promozione di un tour estivo. Il suo mestiere è migliorare la qualità della vita dei calabresi».

«Non chiediamo meno eventi – conclude Tridico – ma una Calabria normale, in cui un grande concerto sia la normalità e non un miracolo da rivendicare, accompagnata da una pianificazione turistica seria e strutturale. Gli eventi sono benvenuti. La sterile propaganda pagata dai calabresi, no».