Isola Capo Rizzuto, confisca da 300 mila euro e sorveglianza speciale per un pregiudicato
Eseguito dalla Guardia di Finanza il provvedimento definitivo della Corte d'Appello, frutto delle indagini del G.I.C.O. su beni sproporzionati e legami con la criminalità organizzata.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione a un decreto emesso dal Tribunale locale e confermato dalla Corte d'Appello, finalizzato alla confisca definitiva della proprietà superficiaria di un edificio situato a Isola Capo Rizzuto. L'immobile, composto da tre unità immobiliari destinate sia ad abitazione civile sia a fini commerciali, possiede un valore complessivo stimato in 300 mila euro ed è risultato riconducibile a un soggetto locale già gravato da precedenti penali. Contestualmente al provvedimento ablativo, al destinatario è stata applicata la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di tre anni, a causa di una pericolosità sociale qualificata e risalente nel tempo.
I precedenti giudiziari tra il traffico di stupefacenti, l'usura e le estorsioni
Il profilo del soggetto emerge da importanti inchieste coordinate dalla Procura, tra cui la nota operazione denominata “Malapianta”, che ha documentato l'operatività della cosca Mannolo di San Leonardo di Cutro, nell'ambito della quale l'uomo è risultato inserito in un'organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. A seguito dell'iter processuale, il coinvolgimento in vicende giudiziarie ha comportato condanne definitive per reati particolarmente gravi come l'usura e l'estorsione, aggravati dal metodo mafioso, perpetrati attraverso ripetute pressioni e condotte minatorie ai danni delle vittime per anni. Il quadro delle restrizioni si è inoltre esteso al nucleo familiare, colpendo con la misura della sorveglianza speciale anche il figlio, anch'egli coinvolto nelle medesime vicende delittuose.
Le indagini patrimoniali del G.I.C.O. e la sproporzione dei redditi
L'efficace misura patrimoniale è il risultato diretto dei complessi accertamenti di natura economico-finanziaria condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dal G.I.C.O. di Catanzaro. Le indagini tecniche hanno permesso inizialmente di quantificare i consistenti investimenti di denaro impiegati per la radicale ristrutturazione del fabbricato e, successivamente, di dimostrare la macroscopica sproporzione economica tra le opere realizzate e i redditi formalmente dichiarati dal nucleo familiare. Un'operazione mirata che conferma l'azione costante delle forze dell'ordine e della magistratura nell'aggressione ai patrimoni illeciti accumulati attraverso attività criminose.