La Guardia di Finanza di Lamezia Terme ha portato alla luce un presunto sistema illecito legato alla fornitura di protesi acustiche, che avrebbe causato un ingente danno economico all’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Su disposizione della Procura, è stato eseguito un sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di tre società ritenute coinvolte in un meccanismo finalizzato a ottenere rimborsi indebiti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Il meccanismo delle false certificazioni


Dalle indagini emergerebbe una collaborazione tra i responsabili delle aziende e alcuni medici in servizio presso strutture ospedaliere del territorio. Secondo gli inquirenti, sarebbero stati prodotti documenti sanitari falsi o attestazioni di visite mai effettuate, tra cui prescrizioni, esami audiometrici e collaudi di dispositivi. In alcuni casi, le pratiche sarebbero state redatte direttamente dalle società utilizzando il nome dei medici. Sotto esame circa 2.900 richieste, molte delle quali prive di riscontri ufficiali come prenotazioni o accessi registrati. Complessivamente risultano coinvolte dieci persone, indagate a vario titolo per falso e truffa aggravata.

Pazienti inconsapevoli e possibili rischi


Un aspetto particolarmente grave riguarda il coinvolgimento di pazienti che, secondo quanto ipotizzato, sarebbero stati inseriti nelle pratiche senza reale necessità o addirittura senza esserne a conoscenza. In alcuni casi, le protesi fornite si sarebbero rivelate inutili o addirittura dannose: un paziente ha scoperto solo successivamente di non avere problemi uditivi e gli è stato sconsigliato l’uso dell’apparecchio ricevuto. Diversi utenti, inoltre, hanno riferito di non aver tratto benefici o di aver smesso di utilizzare i dispositivi a causa dei disagi riscontrati.