Caro spesa, la denuncia dal mercato: «Pomodori a 7 euro al chilo, le famiglie non ce la fanno più»
Un cittadino documenta in un video i prezzi di frutta e verdura al mercato locale e racconta le difficoltà dei consumatori. L'appello: «Non è colpa degli agricoltori, anche loro sono vittime di questo sistema».

Fare la spesa al mercato sta diventando un sacrificio sempre più pesante per molte famiglie. A raccontare questa realtà è un cittadino di Diamante, nel Cosentino, che attraverso un video girato tra i banchi del mercato locale denuncia il crescente costo dei prodotti alimentari e il malessere avvertito tra acquirenti e piccoli commercianti. Una testimonianza che mette al centro le difficoltà quotidiane di chi deve fare i conti con un potere d'acquisto sempre più limitato. «Non parliamo più di semplici chiacchiere, ma di difficoltà concrete», afferma l'uomo, descrivendo un clima di insoddisfazione che emerge anche dalle conversazioni con le persone incontrate durante la mattinata.
Pomodori a oltre 7 euro al chilo, broccoli a 6 euro
A colpire sono soprattutto i prezzi rilevati dal cittadino durante il suo giro al mercato. Secondo quanto riferisce nel video, i pomodori datterini avrebbero superato i 7 euro al chilogrammo, mentre altre varietà di pomodoro si attesterebbero intorno ai 4 euro. I broccoli raggiungerebbero i 6 euro al chilo e i peperoni sarebbero venduti a circa 3 euro. Si tratta di prezzi osservati durante la visita e non di una rilevazione rappresentativa dell'intero mercato, ma sufficienti, secondo l'autore della testimonianza, a descrivere le difficoltà incontrate dai consumatori. A risentirne maggiormente sarebbero pensionati, giovani e famiglie con redditi contenuti, costretti a selezionare con sempre maggiore attenzione i prodotti da acquistare. Il rischio denunciato è quello di dover rinunciare anche ad alcuni alimenti fondamentali della dieta mediterranea, riducendo le quantità acquistate pur di contenere la spesa complessiva.
«Gli agricoltori sono le prime vittime dei rincari»
Nella sua testimonianza, il cittadino invita però a non attribuire la responsabilità degli aumenti ai produttori agricoli. «Tutto questo non è assolutamente colpa dei nostri agricoltori o dei piccoli produttori locali», sottolinea, ricordando come anche le imprese agricole siano alle prese con un incremento dei costi di produzione. Carburante, energia elettrica, fertilizzanti, imballaggi e trasporti rappresentano spese che incidono sulla sostenibilità economica delle coltivazioni. A queste difficoltà si aggiungono le conseguenze dei cambiamenti climatici, con periodi di siccità ed eventi meteorologici estremi che possono compromettere i raccolti e aumentare ulteriormente i rischi per le aziende. Secondo il cittadino, il problema riguarda soprattutto lo squilibrio tra quanto viene riconosciuto a chi coltiva la terra e il prezzo finale pagato dai consumatori, una distanza che meriterebbe maggiore attenzione lungo l'intera filiera agroalimentare.
L'appello alle istituzioni: «Servono interventi concreti»
Il video si conclude con un appello alla mobilitazione collettiva e alla necessità di interventi urgenti per tutelare contemporaneamente produttori e consumatori. Il cittadino invita a fare rete e a chiedere risposte alle istituzioni, affinché il lavoro agricolo venga remunerato adeguatamente e l'accesso a un'alimentazione sana non diventi un privilegio riservato soltanto a chi dispone di maggiori possibilità economiche. La testimonianza raccolta al mercato di Diamante riporta così l'attenzione su una contraddizione sempre più sentita: da una parte le famiglie denunciano prezzi difficili da sostenere, dall'altra gli agricoltori lamentano compensi insufficienti a coprire le spese produttive. Due difficoltà che, pur manifestandosi in momenti diversi della filiera, finiscono per alimentare lo stesso problema economico e sociale.