Colpi ai bancomat in Calabria, altri cinque arresti in Puglia. Ecco i nomi degli assalitori
Cinque fermi eseguiti dai Carabinieri di Taranto per la “tecnica della marmotta”: la banda avrebbe operato tra Puglia, Lazio, Campania e Calabria, causando danni ingenti e un bottino di oltre 170 mila euro.
Una lunga sequenza di assalti agli sportelli automatici, messi a segno in rapida successione e in territori anche molto distanti tra loro, ha portato all’esecuzione di cinque fermi da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto. L’operazione ha colpito una presunta banda specializzata negli attacchi ai bancomat mediante la cosiddetta tecnica della “marmotta”, un sistema altamente distruttivo basato sull’uso di esplosivi. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe operato in diverse regioni del Centro-Sud, colpendo anche istituti di credito presenti nella provincia di Cosenza, inserendo il territorio calabrese in una rete criminale di ampio raggio.
L’inchiesta e il ruolo degli indagati
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, ha preso le mosse dall’esplosione di uno sportello automatico avvenuta il 15 novembre scorso a Montemesola, in provincia di Taranto. Gli accertamenti successivi avrebbero consentito agli investigatori di ricondurre agli indagati almeno 17 assalti compiuti in varie località della Puglia, della Basilicata e della Campania, oltre a episodi registrati nel Lazio e in Calabria. Tra le persone sottoposte a fermo figura Cataldo Bartolo, 46 anni, originario di Bari, ritenuto dagli inquirenti il promotore e coordinatore dell’organizzazione. Con lui sono stati fermati cinque giovani, provenienti dai comuni di Palagiano, Massafra e Grumo Appula, accusati di aver preso parte attiva alle incursioni notturne.
Tecnica della “marmotta” e danni sul territorio
Secondo la ricostruzione investigativa, la banda avrebbe agito seguendo un’organizzazione precisa, con sopralluoghi preliminari, pianificazione dei colpi e una fase esecutiva caratterizzata dall’utilizzo di ordigni artigianali. La tecnica della “marmotta” avrebbe causato danni ingenti agli sportelli bancari e agli edifici che li ospitavano, aumentando il livello di rischio per la sicurezza pubblica. Tra le province interessate dagli assalti figurano, oltre a Taranto e Matera, anche Cosenza, Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli, Salerno e Foggia. L’ultimo colpo attribuito al gruppo risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia. Il bottino complessivo degli assalti supererebbe i 170 mila euro, mentre i provvedimenti di fermo sono ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari.