Dal carcere ai domiciliari per Roberto Sacco
Al termine dell’interrogatorio di garanzia, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza ha disposto la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari
Dal carcere agli arresti domiciliari. È questa la novità che riguarda Roberto Sacco, vicepresidente del Consiglio comunale di Cosenza, arrestato nelle scorse ore con l’accusa di estorsione e maltrattamenti in famiglia ai danni della convivente.
Al termine dell’interrogatorio di garanzia, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza ha disposto la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari. Una decisione che modifica il quadro cautelare iniziale, pur lasciando inalterato l’impianto accusatorio, che sarà oggetto di approfondimento nelle prossime fasi del procedimento.
Sacco ha respinto integralmente le accuse, fornendo la propria versione dei fatti in relazione alle contestazioni mosse dalla Procura. L’indagato è assistito dagli avvocati Filippo Cinnante e Mario Bonavita, che stanno seguendo l’evolversi della vicenda giudiziaria.
Il provvedimento restrittivo originario era stato emesso dall’ufficio gip su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Vincenzo Capomolla. In seguito all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, Sacco era stato condotto nella casa circondariale di via Popilia.
Secondo l’impostazione accusatoria, l’esponente politico sarebbe gravemente indiziato dei reati di estorsione e maltrattamenti in famiglia. Le ipotesi investigative saranno ora oggetto del contraddittorio tra accusa e difesa nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.