I lavori in via Padre Giglio
I lavori in via Padre Giglio

Centocinquantamila euro per riqualificare l’area di via Padre Giglio a Cosenza. Una cifra importante, inserita dall’amministrazione nel percorso di rigenerazione urbana della città, sulla quale ora i consiglieri di opposizione chiedono però di fare chiarezza.

La determina parla di un intervento dal valore complessivo di 153.268,60 euro, affidato direttamente alla società Hobby Color Srl. Una procedura consentita dalla normativa per questa fascia di importo, ma che la minoranza contesta sul piano politico e amministrativo, chiedendo di conoscere i criteri che hanno portato alla scelta e perché non sia stato avviato un confronto tra più operatori economici.

Non soltanto una questione di colori

Il progetto riguarda principalmente la pulizia e la bonifica dell’area, la riqualificazione cromatica, la valorizzazione dei murales già esistenti e l’armonizzazione estetica degli spazi.

Ed è proprio su questo punto che nasce la principale obiezione dell’opposizione (atttaverso una nota congiunta): quanto può essere considerata una vera rigenerazione urbana un’operazione che interviene soprattutto sull’aspetto estetico senza affrontare, contestualmente, le altre criticità dell’area?

I consiglieri richiamano in particolare la situazione degli spazi sottostanti la sopraelevata, dai parcheggi alle aree ancora da bonificare, sostenendo che il progetto non affronti in maniera complessiva la questione delle attività e degli spazi che insistono sotto la struttura.

Il piano colore e le scelte tecniche

Nel dibattito entra anche il cosiddetto piano colore, realizzato con il coinvolgimento di Chromology S.p.A., e il rapporto con la precedente collaborazione della società Hobby Color nell’ambito del progetto “Sei facce della stessa medaglia”.

La minoranza chiede di conoscere quali siano stati i rapporti contrattuali, i costi e i criteri attraverso i quali sono state definite le scelte tecniche e cromatiche.

Una serie di interrogativi che, secondo i consiglieri, dovrebbe essere accompagnata dalla pubblicazione del computo metrico estimativo e dalla spiegazione delle modalità con cui sono stati determinati i prezzi delle lavorazioni.

Ma sotto la superficie resta la sicurezza

È però sulla sicurezza della sopraelevata che la contestazione assume un peso ancora maggiore.

L’opposizione richiama gli obblighi previsti dalle linee guida ministeriali per la valutazione della sicurezza dei ponti esistenti e chiede all’amministrazione a che punto siano gli adempimenti relativi alle verifiche sulla struttura.

Il ragionamento è diretto: prima di intervenire sull’immagine di una struttura, bisogna conoscere con precisione le sue condizioni.

Una questione che assume ulteriore rilevanza alla luce delle recenti problematiche sulla viabilità cittadina e della chiusura della strada sottostante il Ponte Mancini, per la quale – sottolinea la minoranza – non sarebbe ancora stata individuata una soluzione definitiva.

La vera domanda è quale città si vuole costruire

Il confronto, dunque, va oltre i 150 mila euro e oltre il colore dei piloni.

Da una parte c’è la necessità di restituire decoro e identità a un’area urbana importante, valorizzando anche ciò che è già stato realizzato. Dall’altra c’è la richiesta di non confondere la riqualificazione estetica con una rigenerazione urbana capace di affrontare anche sicurezza, funzionalità, manutenzione e destinazione degli spazi.

È su questo terreno che l’opposizione chiede risposte all’amministrazione: non soltanto quanto costa l’intervento e chi lo realizzerà, ma quale sia la visione complessiva dentro cui quei 153 mila euro vengono spesi.