La Persefone di Locri, il capolavoro della Magna Grecia conservato a Berlino
Una storia tra ritrovamenti, passaggi controversi e il dibattito ancora aperto sulla restituzione dell’opera al territorio di origine
Tra le opere più affascinanti legate alla storia della Magna Grecia vi è la cosiddetta “Persefone in trono”, una statua in marmo datata tra il V e il IV secolo avanti Cristo, oggi conservata al Pergamon Museum di Berlino. Secondo numerosi studi e testimonianze storiche, il reperto sarebbe riconducibile all’antica polis di Locri Epizefiri, uno dei principali centri del culto della dea Persefone nel Mediterraneo antico. La presenza a Locri di numerosi pinakes votivi dedicati alla divinità, oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, conferma quanto il culto fosse radicato nel territorio e rafforza l’ipotesi dell’origine locrese della statua.
Una vicenda complessa tra ritrovamento, passaggi e vendita all’estero
La storia dell’opera è avvolta da passaggi ancora oggi oggetto di studi e ricostruzioni. Secondo alcune ricostruzioni documentarie, la statua sarebbe stata rinvenuta all’inizio del Novecento in un terreno agricolo del territorio locrese e successivamente nascosta e venduta attraverso una serie di passaggi che la portarono prima fuori dalla Calabria, poi all’estero. Nel 1914 l’opera fu esposta a Parigi e, nel pieno della Prima guerra mondiale, venne infine acquisita dal museo di Berlino dopo una complessa trattativa. Già all’epoca, studiosi e ricercatori discussero sull’origine del reperto e sulle modalità con cui era stato trasferito fuori dall’Italia, aprendo un dibattito che, a distanza di oltre un secolo, non si è mai del tutto spento. Negli anni sono stati pubblicati studi, inchieste e saggi che hanno cercato di ricostruire con rigore storico i passaggi della vicenda, evidenziando anche le difficoltà incontrate nel tentativo di chiarire responsabilità e dinamiche.
Il dibattito culturale e il tema della restituzione dei beni archeologici
La presenza della statua in Germania continua a suscitare discussioni, soprattutto in Calabria, dove il tema della restituzione dei beni archeologici e della valorizzazione del patrimonio storico è particolarmente sentito. In molti ritengono che opere di tale importanza dovrebbero essere esposte nei luoghi di origine, anche per rafforzare il legame tra territorio, storia e identità culturale. Allo stesso tempo, il caso della Persefone di Locri si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda numerosi reperti archeologici conservati in musei stranieri e le complesse procedure giuridiche e diplomatiche necessarie per eventuali richieste di restituzione. Oggi la statua resta uno dei simboli più discussi del patrimonio della Magna Grecia, non solo per il suo valore artistico e storico, ma anche per la storia che l’ha condotta lontano dal luogo a cui, secondo molti studiosi, sarebbe profondamente legata.