Squillace, sei anni dopo l’incendio restano fumi e residui: Bruno chiede l’intervento della Regione
Il consigliere regionale Enzo Bruno denuncia la situazione nell’area di Fiasco Baldaia, dove nel 2020 bruciò un deposito di materiali plastici. Annunciata un’interrogazione alla Giunta regionale e il monitoraggio dell’aria da parte di Arpacal

A quasi sei anni dall’incendio che il 5 ottobre 2020 interessò un deposito di materiali plastici nella zona di Fiasco Baldaia, a Squillace, i residui del rogo sarebbero ancora presenti nell’area e dal sito continuerebbero a sprigionarsi fumi e cattivi odori. A denunciare la situazione è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che ha partecipato a un sit-in promosso spontaneamente dai cittadini.
Al sopralluogo erano presenti anche l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, il sindaco di Squillace Enzo Zofrea e l’ex primo cittadino Pasquale Muccari.
Bruno: «Un vero disastro ecologico»
«Quello che ho visto durante il sopralluogo di ieri a Fiasco Baldaia è un vero disastro ecologico», ha dichiarato Bruno, sottolineando come un’emergenza di tali dimensioni non possa essere affrontata esclusivamente dal Comune, che non avrebbe a disposizione le risorse economiche e gli strumenti necessari.
Secondo quanto riferito dal consigliere regionale, i materiali rimasti dopo l’incendio non sarebbero ancora stati rimossi, mentre dal sito continuerebbero a provenire fumi e miasmi che alimentano le preoccupazioni dei residenti per le possibili conseguenze sulla salute. Anche il capannone interessato dal rogo, nel frattempo divenuto pericolante, non sarebbe stato demolito.
Bruno ricorda che gli interventi di rimozione e messa in sicurezza avrebbero dovuto essere effettuati dai proprietari dell’azienda. L’ordinanza adottata rappresenterebbe, a suo giudizio, soltanto un primo passaggio.
La richiesta di un tavolo tecnico per la bonifica
Il capogruppo di Tridico Presidente chiede adesso la convocazione immediata di un tavolo tecnico e istituzionale che coinvolga Regione Calabria, assessorato all’Ambiente, Arpacal e tutti gli enti competenti.
L’obiettivo è definire tempi, modalità e soprattutto risorse per procedere alla messa in sicurezza e alla bonifica dell’area, interventi che la comunità attende ormai da anni.
Bruno ha inoltre chiesto al sindaco di poter acquisire l’ordinanza e tutta la documentazione disponibile sul caso. Il consigliere ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà una interrogazione al presidente della Giunta regionale, allegando i dati raccolti e le fotografie scattate durante il sopralluogo.
L’iniziativa punta a sollecitare un intervento diretto della Regione per il ripristino dei luoghi e per garantire la tutela della salute pubblica e della sicurezza dei cittadini.
Arpacal monitorerà la qualità dell’aria
Bruno ha accolto positivamente anche l’annuncio dell’installazione di un laboratorio mobile di Arpacal, destinato a monitorare costantemente la qualità dell’aria nell’area interessata. Successivamente dovrebbero essere effettuate anche verifiche sul terreno.
Per il consigliere regionale sarà fondamentale che i risultati delle analisi vengano resi pubblici «con la massima trasparenza», così da consentire alla popolazione di conoscere l’effettiva situazione ambientale.
Resta poi aperta la questione delle responsabilità legate alla gestione del sito. «Le responsabilità del privato dovranno essere accertate fino in fondo – sostiene Bruno –: chi ha provocato questo scempio non può lasciare alla comunità le conseguenze ambientali ed economiche».
Il consigliere regionale ha infine assicurato che continuerà a sostenere l’amministrazione comunale e i residenti fino all’adozione di interventi che possano portare alla definitiva messa in sicurezza e bonifica dell’area.