Scomparso in mare durante una sessione di kitesurf: l’attesa e la speranza della famiglia di Mimmo Piepoli
Le ricerche, inizialmente concentrate nello specchio d’acqua davanti a Porto Cesareo, sono state estese fino a Santa Maria di Leuca e alle coste della Calabria.
Da giorni il mare di Porto Cesareo custodisce un silenzio carico di angoscia. Dal 1° maggio non si hanno più notizie di Mimmo Piepoli, 39 anni, tecnico della Strampi Sud di Oria, disperso mentre praticava kitesurf al largo della costa ionica salentina.
A non perdere la speranza è soprattutto sua moglie, Carla Solazzo, che ogni giorno lascia Erchie, nel Brindisino, per raggiungere le spiagge di Porto Cesareo. Cammina lungo l’arenile, osserva il mare, scruta le onde nella speranza di un segnale. Quando può, si spinge fino a Gallipoli, perché quella fiammella di speranza continui a restare accesa.
Mimmo si trovava in acqua con il kite quando il forte vento di tramontana, che soffiava da terra verso il mare, lo avrebbe trascinato al largo impedendogli di rientrare a riva. Da quel momento è scattata una vasta macchina dei soccorsi che continua a operare senza sosta.
Le ricerche, inizialmente concentrate nello specchio d’acqua davanti a Porto Cesareo, sono state estese fino a Santa Maria di Leuca e alle coste della Calabria. In azione ci sono Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza, supportati da elicotteri, droni e unità navali che perlustrano continuamente il mare dall’alto e via acqua.
Nel frattempo, Carla deve affrontare anche il peso della quotidianità e proteggere i suoi due figli piccoli, ancora ignari di quanto accaduto al padre. Attorno alla famiglia si è stretta una rete di parenti e amici che cerca di preservare i bambini dalle notizie e dai continui aggiornamenti che si rincorrono sui social.
Proprio sui social, nelle ultime ore, la moglie di Mimmo ha lanciato un accorato appello:
“Qualsiasi vela di qualsiasi colore o tavola da kite che ritrovate, contattatemi”.
Un messaggio condiviso rapidamente da centinaia di persone e rilanciato anche dalla madre di Mimmo. L’attenzione è concentrata in particolare su una vela verde fosforescente, elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per orientare le ricerche.
La comunità di Erchie si è stretta attorno alla famiglia. Domenica sera, in segno di rispetto e vicinanza, i tifosi interisti del paese hanno scelto di non festeggiare pubblicamente il 21esimo scudetto nerazzurro, rinunciando ai tradizionali caroselli.
Tra i tanti messaggi comparsi online c’è anche quello di Enzo Suma, amico di Mimmo e frequentatore dello stesso spot di kitesurf a Porto Cesareo. Nel suo lungo post racconta di aver seguito per ore i movimenti degli elicotteri tramite l’app Flightradar24, sperando in un ritrovamento.
Suma spiega che in quello specchio di mare molti kitesurfer sono attratti dalle condizioni particolari create dal vento offshore e dal mare calmo, ma che basta poco perché la situazione diventi estremamente pericolosa. Secondo il racconto dell’amico, Mimmo potrebbe essersi spinto oltre l’Isola della Malva, perdendo poi la possibilità di rientrare.
Ora il vento è cambiato: soffia lo scirocco e questo potrebbe spingere verso la costa eventuali oggetti alla deriva. Per questo l’appello viene rivolto a tutti coloro che frequentano le spiagge e le scogliere del Salento: segnalare immediatamente qualsiasi vela o tavola da kitesurf ritrovata.
“La vela che Mimmo utilizzava era una Slingshot RPM del 2016 – scrive l’amico –. Cerchiamo di dare una mano. C’è una famiglia, una moglie e due bambini che aspettano notizie”.
Una storia che ha toccato profondamente l’intera comunità salentina e che continua a mobilitare volontari, amici e semplici cittadini uniti dalla speranza di riportare Mimmo a casa