No! Non ė una Fake News, e nemmeno uno dei tanti doppiaggi a mo' di ‘Tik Tok’ che oramai impazzano sul web. “IO NON CREDO AI COMPLESSI DI INFERIORITÀ, MA CREDO CHE I MERIDIONALI SIANO INFERIORI IN MOLTI CASI", sono le parole del direttore di ‘LiberoVittorio Feltri (avvezzo a queste sgarberie, per dirla tutta), urlate a gran voce in diretta nazionale, dall'alto del pulpito di Rete 4. Indignarsi e inveire contro Feltri sarebbe la prima cosa che l'istinto porterebbe a fare, ma cari meridionali, cari calabresi, basterebbe soffermarsi e riflettere un attimo sul peso delle parole e sulla loro veridicità. Pensate ai tanti meridionali che nel corso dei secoli hanno reso grande il Sud, e quindi l'Italia, e anche il Nord (soprattutto il nord). A questo punto vi dovrebbe scappare una bella risata, perché in effetti la lista delle eccellenze meridionali ( e che Eccellenze!) sarebbe infinita, dall'ambito artistico, storico, medico, culturale, cinematografico, culinario… Ma questo Feltri non lo sa, o meglio fa finta di non saperlo. E forse le sue parole sono frutto della sua esaltazione, del proprio ego televisivo o della sua concezione politico-territoriale del Sud (che è quella che più spaventa). E pensare che, nel non lontano 2015, proprio Vittorio Feltri venne proposto (Udite bene!) come Presidente della Repubblica Italiana dal duo Salvini-Meloni. Ve lo immaginate un Presidente come Feltri (“uno spirito libero, indipendente, un po' anarchico” cit.), alla guida della Nazione?! Beh, sicuramente non i meridionali che oggi si indignano. Ma il punto importante è proprio questo: Feltri incarna in tutta la sua sfacciataggine e impudenza, il pensiero socialpolitico ammuffito, ma sempre attuale di un Umberto Bossi qualunque, e quello volpigno e celato, ma non troppo (vedi i cori contro i napoletani) del giovane e impavido Matteo Salvini. Per questo motivo bisogna approfondire le parole di Feltri, calarsi al loro interno, attraversarle e arrivare in profondità, scavare il fondo e carpirne il loro vero significato, che va al di là di una frase sbattuta sul piccolo schermo, e accompagnata dalla sghignazzata di Mario Giordano, che si è talmente tanto incollerito per le ingiurie di Feltri che la sua massima indignazione si è fatta subito sentire. “DIRETTORE COSÍ MI CAMBIANO CANALE”, è stata la sua pronta difesa, la conclusione di una tragicommedia andata in onda su Mediaset,(alla quale, oggi, nessuna Televisione accenna, figuriamoci!) e terminata indovinate come? con una risata di Rete 4. UNA BELLA RISATA come quella, che riflettendo, si saranno fatti i milioni di meridionali sparsi in giro per l'Italia e per il mondo, che nella loro terra sarebbero voluti restare e lavorare, ma che si sono visti costretti ad emigrare, come succede allo stesso modo da centocinquant'anni, ma quella è un'altra storia. Una storia che però Feltri, Giordano, e i politicanti verdi che hanno omesso “NORD" dal loro simbolo, dovrebbero andare a rileggere, perché i nomi cambiano ma le idee restano. Una storia, come sempre accade, scritta dai vincitori e pagata a caro prezzo dai vinti, che “tutti” i meridionali dovrebbero conoscere ma che probabilmente conoscono solo quelli che alle parole di Feltri, dapprima si sono indignati, e poi si sono fatti una bella risata.

N.S.