La Procura di Civitavecchia sta approfondendo la versione fornita da Claudio Carlomagno, che ha ammesso l’uccisione dell’ex moglie Federica Torzullo avvenuta il 9 gennaio ad Anguillara Sabazia. Gli investigatori nutrono forti perplessità sull’ipotesi che l’uomo abbia agito completamente da solo, sia nella fase dell’omicidio sia in quelle successive di occultamento del corpo e pulizia dell’abitazione.

L’ombra di una presenza non identificata

Un elemento centrale emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip Viviana Petrocelli. Le immagini delle telecamere di sicurezza mostrano Carlomagno rientrare a casa nel primo pomeriggio a bordo della propria auto insieme a una persona non identificata. Su questo passaggio la confessione dell’indagato non fornisce chiarimenti, aprendo interrogativi sul ruolo dell’accompagnatore e sull’eventuale coinvolgimento nelle fasi successive al delitto.

Tempi incompatibili e rischio inquinamento delle prove

Ulteriori dubbi riguardano le tempistiche descritte dall’indagato. Secondo il procuratore capo Alberto Liguori, appare poco credibile che in meno di un’ora si siano consumati la lite, l’accoltellamento, il trasporto del corpo, la pulizia di tracce di sangue e il cambio d’abiti. Proprio per il rischio di inquinamento delle prove e per la necessità di chiarire eventuali responsabilità di terzi, è stata disposta la custodia cautelare nel carcere di Civitavecchia.