Olio italiano agli indigenti, chiesto un bando urgente con controlli antifrode
Coldiretti, Unaprol e FOA Italia sollecitano l’acquisto di extravergine 100% nazionale per sostenere le imprese e ridurre le giacenze. In Calabria il comparto coinvolge circa 84mila aziende
Attivare con urgenza un bando per l’acquisto di olio extravergine d’oliva 100% italiano da destinare agli indigenti, accompagnando la misura con controlli rigorosi sull’origine del prodotto e sui centri di stoccaggio.
È la richiesta avanzata da Coldiretti, Unaprol e FOA Italia in una lettera indirizzata al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. L’obiettivo è sostenere la liquidità delle aziende agricole, alleggerire le giacenze e salvaguardare il valore delle produzioni nazionali in una fase particolarmente delicata per la filiera.
Coldiretti Calabria: «Verifiche severissime contro le frodi»
«Prosegue la nostra battaglia contro chi inganna i consumatori con prodotti decolorati, addizionati con clorofilla o ottenuti da miscele spacciate come italiane», afferma Coldiretti Calabria.
L’organizzazione chiede che il bando venga attivato immediatamente, ma sottolinea come l’intervento possa produrre effetti positivi soltanto in presenza di verifiche molto severe.
La misura, infatti, non dovrebbe trasformarsi in un canale attraverso il quale collocare olio di origine incerta o di qualità non corrispondente a quella dichiarata.
Tecnologie avanzate per certificare l’origine
Per rafforzare i controlli, Coldiretti, Unaprol e FOA Italia propongono l’impiego di tecnologie avanzate come la risonanza magnetica, le analisi isotopiche e la mappatura genetica.
Le organizzazioni chiedono inoltre l’integrazione delle banche dati e il potenziamento della rete dei laboratori, così da rendere più efficaci le verifiche sulla provenienza e sulle caratteristiche del prodotto.
«Solo così una misura di solidarietà sociale potrà trasformarsi anche in un concreto sostegno al settore, impedendo che qualcuno tenti di utilizzare canali pubblici per collocare prodotti di dubbia origine e qualità», sottolinea Coldiretti Calabria.
Il monito contro le speculazioni
Le organizzazioni respingono ogni tentativo di far ricadere sugli agricoltori le conseguenze delle difficoltà commerciali e delle speculazioni che attraversano il comparto.
«Nessuno utilizzi gli olivicoltori come scudi umani, minacciando di non ritirare le olive della prossima campagna per risolvere problemi causati da trafficanti e loro sodali», è la posizione espressa.
La richiesta è che la prossima campagna olearia non venga condizionata da pressioni sui produttori, già alle prese con l’aumento dei costi e con un mercato irrigidito dalle giacenze accumulate.
La Calabria seconda regione olivicola italiana
La questione assume particolare rilievo in Calabria, seconda regione italiana per produzione olivicola. Il comparto coinvolge circa 84mila aziende e si estende su oltre 180mila ettari.
Sul territorio regionale sono presenti circa 25 milioni di piante e più di cento varietà di olive. La filiera presenta inoltre una forte vocazione al biologico e può contare su produzioni certificate da tre Dop e una Igp.
Numeri che confermano il peso economico, occupazionale e identitario dell’olivicoltura per la regione.
Le giacenze frenano il mercato
Secondo Coldiretti, Unaprol e FOA Italia, le consistenti quantità di olio extravergine e vergine italiano presenti in alcuni depositi stanno irrigidendo il mercato.
La situazione si inserisce in un contesto già reso difficile dall’incremento dei costi di produzione e dalle tensioni lungo la filiera. Il bando per gli indigenti consentirebbe di assorbire una parte delle scorte, ma soltanto a condizione che venga garantita l’autenticità dell’olio acquistato.
Aiuti riservati ai veri agricoltori
Le organizzazioni chiedono che eventuali misure di sostegno siano destinate esclusivamente agli agricoltori effettivi, cioè a chi coltiva la terra e affronta direttamente rischi, investimenti e costi dell’attività produttiva.
Le risorse pubbliche dovrebbero sostenere il valore generato nelle campagne, evitando effetti distorsivi a favore di operatori attivi soprattutto nella commercializzazione o nello stoccaggio.
L’obiettivo è impedire che gli aiuti finiscano per premiare soggetti estranei alla produzione primaria, penalizzando invece le aziende agricole.
La proposta di un Fondo Interessi
Accanto al bando per l’olio destinato agli indigenti, Coldiretti, Unaprol e FOA Italia propongono l’istituzione di un Fondo Interessi.
La misura dovrebbe coprire fino al 100% degli oneri finanziari sostenuti dalle imprese nel 2026, riproponendo uno strumento già adottato nel 2024.
Secondo le organizzazioni, il fondo sarebbe essenziale per garantire alle aziende la liquidità necessaria ad affrontare la prossima campagna olearia e preservare la continuità produttiva di un comparto strategico per l’agricoltura italiana e calabrese.