​Riaprono le scuole e migliaia di studenti calabresi tornano in edifici che, almeno sulla carta, non dispongono delle principali garanzie previste dalla legge. A fotografare la situazione è un’indagine di Tuttoscuola, realizzata analizzando i dati dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica del ministero dell’Istruzione e del Merito.
​Le certificazioni prese in esame sono tre: agibilità, prevenzione incendi e omologazione della centrale termica. Il certificato di agibilità attesta il rispetto dei requisiti di sicurezza, igiene, salubrità, accessibilità e risparmio energetico. Quello di prevenzione incendi documenta la presenza di vie di fuga, sistemi di evacuazione, presidi antincendio e impianti conformi. L’omologazione della centrale termica ne certifica invece la rispondenza alle norme di sicurezza.

​Il panorama nazionale e il primato negativo della Calabria

​Il quadro nazionale è già allarmante. Su circa 40mila edifici scolastici censiti, 14.512, pari al 36%, non risultano in possesso di nessuna delle tre certificazioni. Soltanto 4.455 strutture, l’11,1%, le possiedono tutte, mentre altre 21.026 ne hanno una o due.
​In Calabria la situazione è ancora peggiore. Su 2.105 edifici scolastici censiti, 1.172 risultano completamente privi delle tre certificazioni: il 55,7%. Più di una scuola su due.
Soltanto 81 strutture calabresi, appena il 3,8%, dispongono contemporaneamenmte di tutta la documentazione considerata. La regione è seconda soltanto al Lazio, dove la percentuale degli edifici senza alcuna certificazione raggiunge il 69,7%. Seguono la Sicilia con il 54,2% e la Sardegna con il 53%.
​Le differenze con il resto d’Italia sono enormi. In Valle d’Aosta gli edifici privi di tutte e tre le attestazioni rappresentano appena il 5,8%; in Emilia-Romagna il 19,6%, nelle Marche il 20%, in Piemonte il 20,2% e in Veneto il 20,5%.

​La situazione nelle città calabresi

​Tra le città calabresi considerate, le situazioni più critiche riguardano Crotone e Vibo Valentia. A Crotone 42 edifici scolastici su 54, il 77,8%, non dispongono di nessuna delle tre certificazioni e soltanto uno le possiede tutte. A Vibo Valentia ne risultano sprovvisti 30 su 39, pari al 76,9%.
​Meno negativo, ma comunque preoccupante, il dato di Cosenza: 19 edifici su 61, il 31,1%, non dispongono di alcuna certificazione. Soltanto quattro strutture, pari al 6,6%, risultano in possesso contemporaneamente dell’agibilità, della certificazione antincendio e dell’omologazione della centrale termica.

​Sicurezza formale e importanza della documentazione

​L’assenza di questi documenti non dimostra automaticamente che un edificio sia materialmente pericoloso. Allo stesso modo, possedere le certificazioni non basta a escludere ogni possibile problema. Il dato indica ciò che gli enti proprietari hanno comunicato all’Anagrafe ministeriale e fotografa quindi la sicurezza formalmente attestata.
​Le certificazioni, però, non sono semplici pezzi di carta: servono a dimostrare che controlli e requisiti fondamentali siano stati rispettati. Quando a non possederle non sono pochi edifici isolati, ma oltre la metà delle scuole di un’intera regione, il problema non può essere liquidato come un ritardo burocratico.

​Responsabilità istituzionali e prospettive future

La responsabilità degli immobili ricade sui Comuni per le scuole del primo ciclo e sulle Province per quelle del secondo ciclo. Sono questi enti a dover garantire la sicurezza degli edifici e ottenere le certificazioni previste. Gli interventi finanziati attraverso il Pnrr, non ancora registrati completamente nell’Anagrafe ministeriale, potranno migliorare il quadro. Ma il punto di partenza rimane drammatico: in Calabria avere una scuola con tutte le certificazioni non rappresenta la normalità, ma un’eccezione.