Caporalato nella Piana di Sibari, il Pd Calabria: “Quadro inquietante, serve una risposta forte dello Stato”
Il partito interviene dopo il fermo di 20 persone. Irto: “La lotta allo sfruttamento tutela i lavoratori e le imprese agricole che rispettano le regole”
“L’inchiesta sul caporalato nella Piana di Sibari dà un quadro inquietante, sul quale la magistratura farà luce. Le condizioni di lavoro ricostruite dagli investigatori sono intollerabili in una società civile e impongono alle istituzioni una risposta forte, continua e coordinata”.
È quanto afferma il Pd Calabria commentando l’operazione condotta dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha portato al fermo di 20 persone.
Le contestazioni formulate a vario titolo comprendono associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, riduzione in schiavitù, estorsione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
“Sostegno alla magistratura e alla rete antitratta”
Il Partito democratico calabrese esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla magistratura, dai Carabinieri e dagli operatori della rete antitratta impegnati nell’assistenza alle vittime.
“Dalle indagini – sottolinea il Pd – emerge l’ipotesi di un sistema in cui persone in condizioni di estrema fragilità sarebbero state reclutate, sottopagate, costrette a turni pesantissimi e private delle più elementari tutele”.
Il partito richiama inoltre l’attenzione sui presunti collegamenti con ambienti della ’ndrangheta e sul possibile utilizzo fraudolento delle procedure previste per consentire l’ingresso regolare dei lavoratori stranieri.
Irto: “Colpire l’intera catena dello sfruttamento”
Sulla vicenda interviene anche il segretario regionale del Pd Calabria, Nicola Irto. “Se il quadro investigativo sarà confermato – afferma – ci troveremmo davanti a una forma di sfruttamento feroce della persona e del lavoro”.
Secondo Irto, la Calabria non può permettere che una parte dell’economia agricola venga condizionata da sistemi criminali costruiti sulla vulnerabilità di chi arriva in Italia alla ricerca di un futuro.
“La lotta al caporalato – aggiunge – riguarda la dignità dei lavoratori, la legalità e anche la tutela delle tante imprese agricole calabresi che rispettano le regole e garantiscono occupazione regolare”.
Per il segretario regionale servono controlli costanti, una presenza forte dello Stato, protezione per le vittime e strumenti capaci di favorire l’emersione del lavoro irregolare. “Occorre colpire l’intera catena dello sfruttamento – conclude Irto – comprese eventuali complicità professionali, imprenditoriali e criminali”.