Da maggio a giugno spettacoli, laboratori, trekking urbani e video mapping animeranno il borgo con la rassegna promossa da Porta Cenere

Un festival che trasforma il borgo in esperienza culturale

Mendicino si prepara a vivere settimane intense dedicate al teatro, all’arte e alla valorizzazione del territorio grazie a una rassegna che, tra maggio e giugno 2026, coinvolgerà il centro storico, il Teatro Comunale, Palazzo Campagna, l’Anfiteatro Catalano e diversi percorsi naturalistici del territorio.

L’iniziativa, promossa dalla compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, nasce con l’obiettivo di costruire un vero e proprio racconto diffuso capace di unire spettacolo, formazione e paesaggio in un’unica esperienza immersiva.

La rassegna alterna teatro, incontri con autori, laboratori creativi, osservazioni astronomiche e interventi di video mapping, trasformando luoghi storici e spazi urbani in scenografie vive. Centrale anche il coinvolgimento delle nuove generazioni, attraverso attività pensate per stimolare partecipazione, immaginazione e crescita culturale.

Teatro, miti e grandi interpreti nel cuore della rassegna

Tra gli appuntamenti più attesi figura “Le avventure di Giovannino”, spettacolo ispirato alle fiabe di Italo Calvino che porterà bambini e famiglie in un’esperienza teatrale costruita attraverso improvvisazione e partecipazione diretta del pubblico.

Il programma attraverserà poi grandi temi della tragedia classica e del teatro civile con spettacoli come “Le Troiane” da Euripide, “Antigone – Il sogno della farfalla” e “Il potere di un no”, dedicato alla vicenda di Franca Viola. Sul palco saliranno anche artisti e interpreti di rilievo nazionale come Debora Caprioglio, Giorgio Colangeli, Paola Quattrini e Pippo Franco.

Accanto agli spettacoli teatrali troveranno spazio laboratori dedicati alla narrazione, alla musica e alla costruzione delle storie, con l’obiettivo di trasformare il pubblico in parte attiva del processo creativo.

Video mapping, trekking urbani e osservazioni astronomiche

Uno degli elementi distintivi della rassegna sarà il dialogo continuo tra arte e territorio. Palazzo Campagna, il centro storico e l’Anfiteatro Catalano ospiteranno infatti spettacolari interventi di video mapping curati da Giampaolo Palumbo, che trasformeranno le architetture storiche in superfici luminose e narrative.

Il festival proporrà inoltre trekking urbani e percorsi naturalistici come “Tra cielo e pietra” e “Monte Cocuzzo: la montagna che guarda il mare”, esperienze immersive pensate per raccontare il territorio attraverso il cammino, la memoria e l’osservazione del paesaggio.

A chiudere il percorso saranno le osservazioni astronomiche notturne e il gran finale dedicato a Dante con “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, spettacolo che unirà poesia, musica e improvvisazione sonora in un ultimo viaggio tra parola, emozione e luce.