Roberto Occhiuto
Roberto Occhiuto

Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, interviene sull’esito referendario e sulle difficoltà incontrate dal centrodestra durante la campagna elettorale. In un’intervista a Sky TG24, Occhiuto ha parlato apertamente di un “disastro comunicativo”, sottolineando come il problema non sia stato legato ai contenuti della riforma, ma alla capacità di comunicarli in modo efficace.

Il riferimento alla campagna e al ruolo di Mulè

Occhiuto ha evidenziato come la campagna portata avanti da Giorgio Mulè sia stata, a suo avviso, di alto livello, sempre focalizzata sul merito della riforma. Tuttavia, ha ammesso che il centrodestra non è riuscito a contrastare adeguatamente le narrazioni avversarie, permettendo la diffusione di interpretazioni ritenute fuorvianti. Secondo il presidente, si è lasciato spazio all’idea che la riforma fosse orientata a indebolire la magistratura, mentre l’obiettivo dichiarato era quello di rafforzarne l’autonomia rispetto alle correnti interne.

Un voto politico e le prospettive del governo

Nell’analisi del risultato, Occhiuto ha riconosciuto anche una componente politica nel voto, interpretandolo in parte come un segnale contro chi governa. Nonostante ciò, ha espresso fiducia nella possibilità di recupero da parte dell’esecutivo, sottolineando che manca ancora un anno e che il governo può rilanciare le proprie ragioni.

La sfida del consenso e il futuro del centrodestra

Secondo Occhiuto, il centrodestra ha ancora margini per riconquistare la fiducia degli elettori, puntando su una comunicazione più efficace e sulla capacità di spiegare con chiarezza le riforme. Un passaggio che, nelle sue parole, sarà determinante per convincere gli italiani a continuare a sostenere il progetto politico guidato da Giorgia Meloni.

“Gli elettori calabresi non sono pacchi”

"In Calabria le cose non sono andate bene, come ci aspettavamo, ma gli elettori non sono dei pacchi che si spostano da una parte all'altra. Io ho vinto le elezioni, qualche mese prima, ma ogni elezione ha una storia a sé. Le ho vinte perché ho proposto ai calabresi la mia leadership, delle cose che avevo fatto in quattro anni di governo e altre che volevo fare", ha continuato Occhiuto su Sky.

"E' stata una brutta campagna elettorale quella per il referendum. Forse - ha proseguito - eravamo tutti convinti che l'avremmo vinta facilmente, qualche mese fa, perché avevamo fatto una riforma che serviva a rendere più indipendente la magistratura, diventata una corporazione a causa delle correnti. Alla fine della campagna elettorale, soprattutto nelle ultime settimane, è sembrato uno scontro tra due corporazioni: quella dei magistrati e quella dei politici, soprattutto quelli di governo".

"Si è aggiunto - è l'analisi di Occhiuto - a chi ha votato nel merito della riforma il voto dell'antipolitica. Il no ha avuto più voti, e non è un caso, nelle Regioni dove qualche anno fa l'antipolitica aveva ottenuto la maggior parte dei voti. Tante preferenze per il no anche da parte dei giovani. Questo dobbiamo chiederci ed essere interessati a riconciliarci con una parte dell'elettorato giovanile, che ha bisogno di essere maggiormente rappresentato dal centrodestra".